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31/12/2021 06:00:00

Scilla e Falcone al porto di Selinunte. Trasformare in compost la posidonia?

 Visita istituzionale ieri pomeriggio al porto di Selinunte. I due assessori regionali Toni Scilla e Marco Falcone, rispettivamente “alla Mobilità e alle Infrastrutture” e “all’Agricoltura e Pesca”, si sono sincerati dello stato dell’arte dei lavori che al momento stanno interessando il ripristino della banchina crollata nel 2018. Erano presenti anche il funzionario regionale Carmelo Ricciardo, il direttore dei lavori, il sindaco Alfano ed il vicesindaco Filippo Foscari.

Uno dei principali punti affrontati riguarda la bonifica del porticciolo dalla grande massa di posidonia che, nei giorni scorsi, ne ha ridotto la navigazione aggiungendosi a quella già presente da più di due anni. Il tema è delicato perché collegato a relativi costi di smaltimento.

Dovranno cercare di capire se affidare la bonifica ad una ditta che trasformerebbe in compost gli accumuli, oppure se sia necessario procedere al trasferimento in discarica. Nel secondo caso i costi sarebbero molto alti, perché il materiale sarebbe considerato un rifiuto speciale.

 

La questione dello smaltimento degli accumuli di posidonia è sempre stata controversa. Perché se quella di recente ingresso potrebbe essere trasformata in compost, l’altra che invece si trova ammassata lì dentro da mesi (anni), oltre ad essere “arricchita” da batteri fecali provenienti dalle perdite delle vasche di raccolta fognaria, risulta evidentemente “farcita” da svariati tipi di rifiuti di natura antropica. Insomma, l’eventuale trasformazione in compost non potrebbe prescindere da una complessa ed accurata cernita del materiale durante la bonifica.

 

I lavori, da mezzo milione di euro, oltre al rifacimento della banchina, lunga più di 50 metri, riguarderanno anche l’illuminazione, lo scalo d’alaggio e qualche altra cosetta. Ma vanno a rilento e con un numero di operai ridotto.

Nessuna previsione certa invece sull’allungamento dei moli per evitare un ulteriore ingresso di posidonia che vanificherebbe (come accaduto negli anni passati) ogni bonifica.  E’ una soluzione non prevista dall’attuale progetto, che necessiterebbe di ulteriori autorizzazioni.

 

Egidio Morici



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