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31/01/2026 02:00:00

GAL Pesca Trapanese: formazione per 160 pescatori tra Marsala, Mazara, Trapani e San Vito

Ha preso ufficialmente il via il piano di Capacity Building promosso dal GAL Pesca Trapanese, un articolato programma di formazione gratuita rivolto agli operatori del settore ittico, con l’obiettivo di favorire la diversificazione del reddito attraverso pescaturismo, ittiturismo e nuove opportunità legate alla Blue Economy.

 

Le prime tappe, ospitate al Civic Center di Mazara del Vallo e al Complesso monumentale San Pietro di Marsala, hanno fatto registrare una partecipazione significativa, confermata anche negli appuntamenti successivi al Lazzaretto di Trapani e al Teatro Comunale di San Vito Lo Capo. Il programma, realizzato in collaborazione con Accademia Eraclitea, ente accreditato presso la Regione Siciliana, prevede 28 corsi articolati in sei moduli per ciascuna marineria, per un totale di 480 ore di formazione destinate a 160 pescatori.

 

«Da un confronto con l’aula è emerso un dato significativo: a Mazara del Vallo una sola barca opera con il pescaturismo. Questo significa che la diversificazione del reddito non è ancora partita», ha spiegato Giampiero Cappellino, direttore del GAL Pesca Trapanese. «Il nostro obiettivo è capire se e in quale misura i pescatori vogliano affrancarsi dalla sola attività di pesca, sviluppando ittiturismo e pescaturismo».

 

Soddisfazione è stata espressa anche dalle amministrazioni comunali coinvolte. L’assessore di Mazara del Vallo Gianfranco Casale ha sottolineato come «dalla formazione possa nascere un vero rilancio di un comparto che rappresenta il futuro economico della città». A Marsala, l’assessore Salvatore Agate ha evidenziato che «la pesca può diventare un driver turistico, capace di coinvolgere i giovani e valorizzare un mestiere storico e culturale».

 

Per il Vicepresidente del GAL, Salvatore Ajello, «si tratta di un’opportunità concreta per integrare il reddito dei pescatori, nonostante le difficoltà normative e operative che ancora persistono». Un percorso che, come spiegato da Alessandro Boemi di Accademia Eraclitea, punta a «rafforzare la figura del pescatore come imprenditore di se stesso, aggiornato su innovazione, digitalizzazione e sviluppo sostenibile».

 

Nel dettaglio, il piano formativo affronta i temi dell’ittiturismo, del pescaturismo, del marchio territoriale “Mare Nostro”, della tracciabilità del pescato, del recupero dei rifiuti in mare (Marine Litter) e delle opportunità di incentivo economico. È previsto anche un contributo di 260 euro per ciascun modulo frequentato, fino a un ristoro complessivo di circa 1.500 euro, a fronte di una presenza minima dell’80%.

 

A San Vito Lo Capo, dove il pescaturismo è già una realtà consolidata, il presidente della cooperativa Sa Vito Pesca, Giacomo Pappalardo, ha ribadito l’importanza di «un modello di pesca sostenibile che unisca tradizione, turismo e identità culturale».

Il presidente del GAL Pesca Trapanese Francesco La Sala ha infine ricordato come «questi percorsi rispondano a un’esigenza reale dei pescatori, sempre più penalizzati dal punto di vista reddituale».

«In base ai risultati – ha concluso il direttore Cappellino – il GAL potrà coinvolgere le imprese anche nel portale degli Itinerari del gusto, per promuovere online l’offerta e supportare le prenotazioni, continuando a stare al fianco dei pescatori anche in vista dei futuri bandi regionali».