Marsala. La preside D'Amico: “Potevamo aprire le scuole, bastava organizzarsi”
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Vita d'Amico, dirigente scolastico del V Circolo Strasatti a Marsala, perchè in Lombardia, il Covid viaggia in maniera più imponente, le scuole sono aperte e in Sicilia i bambini e i ragazzi sono a casa?
Non so rispondere in maniera diretta. Ma c'è una gestione carente da parte della sanità regionale dell'emergenza Covid. Mi sembra fuori luogo iniziare a puntare ad una campagna di vaccinazione o di screening il 7 gennaio.
Ci si poteva organizzare meglio e prima?
Sicuramente. Noi saremmo stati in grado di garantire il servizio scolastico. Bisogna dire che ci sono molti casi di bambini in quarantena nelle scuole, perchè positivi o perchè in contatto, come anche diversi docenti. Però noi avremmo povuto garantire l'apertura organizzandoci per tempo. Non siamo stati mai interpellati dal governo regionale sull'organizzazione della ripresa delle attività in presenza. Ma siamo stati a brancolare nel buio fino a quando non abbiamo ricevuto l'ordinanza di variazione del calendario che ha previsto il prolungamento delle vacanze di Natale. Nella nota regionale si dicono che in questi tre giorni ci si dovrà organizzare per la ripresa del servizio.
Cioè? Lei che ha fatto ad esempio?
Io ho convocato lo staff e mi sono mossa in duplice direzione, nell'organizzazione della didattica in presenza e della didattica a distanza. Al momento non possiamo fare altro.
Si naviga a vista. Ma è un po' strano vedere scuole chiuse, ma cinema, palestre, enoteche, campi di calcetto aperti e operativi.
Sì, fa molto strano. La scuola dell'obbligo è un servizio primario ed essenziale. Noi dobbiamo essere efficienti e non possiamo organizzare un servizio scolastico con pressapochismo, e soprattutto senza un coordinamento comunale, provinciale e regionale.
Quanti bambini contagiati o in quarantena ci sono nella sua scuola?
Una decina su 670.
Docenti?
Sei persone. Nella mia scuola sono tutti vaccinati.
Molti dirigenti hanno lamentato il fatto che non avrebbero avuto tempo per chiamare i supplenti.
Quello dei supplenti è un problema. Dobbiamo attingere da graduatorie provinciali. Il supplente può risiedere in qualunque comune della provincia di Trapani. Ci vogliono almeno un paio d'ore perchè il supplente sia in classe. Noi ci siamo organizzati prevedendo la presenza di tutto il personale per garantire intanto la sorveglianza e permettere alla segreteria di reperire eventuali supplenze.
Si può fare, quindi. Si può convivere con il virus e tenere le scuole aperte, basta organizzarsi.
Non abbiamo alternativa. Non possiamo permetterci di privare i ragazzi della scuola in presenza. La Dad si deve utilizzare in momenti di estrema emergenza.
C'è un dato che è emerso in questi giorni. Ci sono bambini in terza elementare che non sanno né leggere né scrivere, perchè sono proprio i figli di questa pandemia, che hanno cominciato la scuola nel primo lockdown e sono molto indietro.
Non la condivido, anche perchè il Governo nazionale ha fornito le scuole e i bambini di molti strumenti per il recupero dell'apprendimento. Le singole scuole hanno adottato scelte di sistema. Abbiamo avuto l'opportunità di tenere le scuole aperte d'estate e di avere finanziamenti ad hoc, di procedere ad un recupero degli apprendimenti per intervenire nelle situazioni di fragilità. C'è stata attenzione a livello politico nazionale. Se poi le istituzioni scolastiche non hanno saputo usufruire di queste opportunità è un discorso diverso. Ma non siamo stati abbandonati sotto questo aspetto. Abbiamo avuto finanziamenti sia dal governo nazionale che dall'Unione Europea.
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