Domande e risposte sull'aumento del costo dei carburanti e sull'atteso ribasso
Questi sono giorni in cui i cittadini italiani aspettano l'atteso taglio del costo dei carburanti, aumentati in maniera esponenzianle dall'inizio dell'anno, ma in partiolare modo da gennaio e, soprattutto, nelle ultime settimane, in concomitanza con lo scoppio della guerra in Ucraina. Con il decreto del Governo Draghi i prezzi della benzina stanno effettivamente diminuendo?
I prezzi dei carburanti dalla scorsa settimana hanno cominciato una lenta discesa, dovuti ai forti cali sui mercati internazionali dopo un periodo di rialz record. I prezzi, però, continuano a restare sopra i 2 euro sia self service che servito.
L’effetto del decreto non si vede ancora?
Si attende la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo il prezzo alla pompa calerà di 25 centesimi.
La domanda delle domande, la verde e il gasolio torneranno sotto i 2 euro?
Si aspetta il decreto. Potrebbero essere due i provvedimenti in arrivo. Un decreto interministeriale e un decreto legge che entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta.
A quanto ammonta il taglio delle accise?
Dovrebbe attestarsi sui 20 centesimi, ma comprendendo l'iva si arriva a 25 centesimi.
Le compagnie sono velocissime con gli aumenti e lentissime con i ribassi, quanto si dovrà aspettare?
Il rincaro potrà non essere immediato in tutto il Paese. C'è ancora qualche dubbio su ciò che succederà con i carburanti acquistati con le vecchie accise più care. Con il decreto in vigore si venderà un prodotto svalutato. Le associazioni dei petrolieri come Assopetroli hanno chiesto al governo delle compensazioni.
Il taglio delle accise comporta meno ricavi per gli operatori?
No, la componente fiscale del prezzo dei carburanti va tutta allo Stato.
Per quanto tempo sono previsti gli sconti sui carburanti?
Per il momento avranno una durata di quaranta giorni dalla pubblicazione del decreto, quindi fino a fine aprile.
Che cosa succederà nei prossimi mesi?
Quasi impossibile fare previsioni in questo momento. Le variabili in campo sono tante: le quotazioni del petrolio e dei raffinati, l'andamento dei mercati internazionali, che dipendono più dall’evoluzione della guerra in Ucraina che dalle variabili della domanda e ell’offerta.
Ha ragione il ministro Cingolani a puntare il dito sugli speculatori?
Il governo deve prestare attenzione ai prezzi e all’evolversi della situazione per intervenire e alleggerire gli effetti della crisi sui consumatori, famiglie e imprese.
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