Il depuratore di Selinunte fa paura, potrebbe precipitare in mare
250 mila euro per ripristinare in somma urgenza la strada che dal depuratore porta all’ingresso della riserva del Belice.
E’ quanto aveva messo sul piatto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone,
ma il Genio Civile avrebbe allargato le braccia: non basterebbero. Il sindaco Enzo Alfano, circa una settimana fa, aveva chiesto una conferenza di servizio urgente per stabilire chi e come dovrà intervenire. Ancora nessuna risposta.
Il depuratore potrebbe precipitare in mare. Ma pare che non importi a nessuno. Il comune nei giorni scorsi ha contattato perfino il capo di gabinetto vicario del presidente Musumeci, Eugenio Ceglia, sottolineando la gravità della situazione, già riferita al presidente della Regione, alla protezione civile, al commissario straordinario per il rischio Idrogeologico. Al momento però non si è mosso nulla.
La strada è ancora sventrata, con quel grosso tubo interrotto, a poca distanza dal punto in cui il depuratore si affaccia sul mare, dall’alto del costone.
Da anni, le palificazioni sotto la struttura sono ormai a vista e i pericolosi movimenti di tutto l’impianto sono testimoniati da evidenti crepe, oltre che dai monitoraggi che da meno di un anno avrebbero rilevato uno smottamento in corso. Si tratterebbe di pochi millimetri, ma non può che destare preoccupazione. Si dirà che è così da un bel po’, ma forse si stanno sottovalutando i recenti nubifragi come quello dello scorso novembre, che nel prossimo futuro saranno sempre più intensi.
Certo, il depuratore funziona, anche se forse andrebbe spostato il quadro elettrico ed alcuni comandi, in modo da permettere agli operatori che ci lavorano di non rischiare anche loro.
Nel 2013, in seguito alla nostra prima video inchiesta (per molti inopportuna perché in piena stagione estiva), l’allora sindaco Felice Errante aveva detto: “Il depuratore di Marinella di Selinunte andrà a finire a mare, se continueranno questi movimenti argillosi. L’intervento infrastrutturale però richiede 4 milioni e mezzo di euro. Noi dobbiamo prevedere, con le risorse che abbiamo, interventi tampone che possano far funzionare l’impianto nel migliore dei modi”.
Oggi, la stagione estiva si avvicina e se prima le risorse del comune erano poche, adesso, visto il pieno dissesto finanziario, sono zero.
Nel caso il depuratore (o una delle sue vasche di cemento sottoesposte) dovesse precipitare in mare, sarebbe un disastro ambientale. E al sindaco non rimarrebbe altro da fare che emettere un’ordinanza di evacuazione della borgata, con danni incalcolabili.
Dopo le passerelle preelettorali, se qualcuno ai piani alti della Regione Siciliana si desse una mossa, non sarebbe una cattiva idea. Per un sacco di gente.
Egidio Morici
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