Erice 2022. Piero Spina presenta la sua candidatura: cinque liste con lui
E’ stata presentata alla stampa, ieri mattina, la candidatura di Piero Spina per Erice. Il Comune sarà chiamato al voto alle prossime amministrative, data ipotetica quella del 12 giugno.
Presentate anche le liste a supporto, sono cinque : Piero Spina Sindaco, Movimento Cives, Movimento Via, Movimento Nuova Autonomia e Generazione Futura, Ericina.
In prima fila a sostenere questo progetto civico c’erano il senatore Nino Papania e il deputato regionale Stefano Pellegrino, Spina ha deciso di scendere in campo nonostante ci siano state delle defezioni dal progetto iniziale, ha parlato alla città di una nuova Erice, rigenerata e con orizzonti chiari senza dimenticare che al centro ci sono le idee e quindi le persone, ed è per questo che le parole centrali del suo programma sono orientate alla tutela dell’ambiente, al turismo e alla cultura ma un occhio attento soprattutto alle politiche sociali.
Cinque liste per cinque responsabili: VIA è rappresentata da Simona Mannina, consigliera uscente, donna battagliera e forte oppositrice dell’amministrazione uscente, Cives è rappresentata da Armando Stinco, Vincenzo Scontrino per Ericina, Vincenzo Testagrossa per l’MNA- Generazione Futura, Fabrizio Malato per la lista Piero Spina Sindaco.
Spina ha sottolineato come la sua sarà una politica partecipata: “Bisogna immaginare progetti di rilancio. Avere una concreta e nuova
visione di sviluppo per Erice. Per farlo abbiamo bisogno di persone, idee, entusiasmo, responsabilità, orizzonte. Parole chiave le cui iniziali insieme formano l’acronimo Piero”.
Tanti i presenti che hanno deciso di ascoltare il candidato sindaco, una sfida che ad Erice vedrà oltre a Piero Spina altri candidati: l’uscente Daniela Toscano, appoggiata dal Pd e altre liste civiche, Maurizio Oddo appoggiato dal M5S e da liste civiche, Silvana Catalano sostenuta da Fronte Comune ed Eric’è.
Non c’è ancora una data ufficiale per le amministrative, il presidente della Regione Nello Musumeci ha indicato il 12 giugno, proprio in quella data si dovrebbero svolgere dei quesiti referendari, così da economizzar le spese per le operazioni elettorali. Incertezza questa che non giova ai partiti, che non slancia la campagna elettorale ma che fa comodo alla città di Palermo dove la confusione dei partiti e per i candidati da schierare in campo regna sovrana.
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