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25/07/2022 08:00:00

Due mesi al voto, la sfida delle alleanze. Il patto anti-Meloni di Salvini e Berlusconi. Una lista a sinistra

 Due mesi esatti al voto. Una campagna elettorale estiva. Improvvisa. E con tempi strettissimi. I partiti accelerano, cercando di organizzarsi in alleanze, e si infiammano anche i litigi.

Sui giornali di oggi si parla molto della leadership a destra. Secondo i sondaggi il partito della Meloni, Fratelli d'Italia, è quello che otterrebbe più voti. Forti critiche del New York Times nei confronti della leader che ha già cominciato a parlare di “macchina del fango”. Il perimetro delle alleanze a destra sembra essere definito, ma il noto leadership resta. Perchè si parla molto di un patto Berlusconi-Salvini, per depotenziare Fratelli d'Italia. Un patto che sarebbe nato con la caduta del governo Draghi, con la promessa di Salvini a Berlusconi sulla presidenza del Senato se si fosse andati a votare. Un nome che si fa in caso di vittoria alle elezioni del 25 settembre è quello di Antonio Tajani per il centro destra. Ovviamente Meloni punta a diventare la prima donna premier.

 

Altra storia a sinistra, lacerata da una crisi di governo fatta esplodere dal Movimento 5 Stelle, sempre più lontano dal “campo largo” che si stava costruendo con Pd e altri. I grillini sono alle prese con faide interne.


Il centrosinistra è il fronte più spaccato. Enrico Letta, segretario del Pd, incassa il Sì di Roberto Speranza e quindi di Articolo Uno che farà parte del listone unico. Si chiamerà “Democratici e Progressisti”. Resta il nodo dei 5 Stelle, c'è chi chiede di ricucire. Ma tra Letta e Conte i rapporti sono rotti completamente. “Con la caduta di Draghi credo che quello che si è compiuto sia stato un suicidio collettivo della politica italiana e credo che le nostre istituzioni, la nostra politica esca molto ammaccata".

Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Mezz'ora in più, su Rai tre.
 "Non ho dubbi che all'ambasciata russa si sia festeggiato a caviale e che Putin abbia avuto la più grande soddisfazione dopo la fine di Johnson a Londra. Questa è un vicenda non solo italiana, ma europea, pesante", ha detto il segretario del Pd. La rottura dai 5 Stelle "in queste elezioni è irreversibile, lo abbiamo detto, lo avevo detto prima", ha detto Letta. "Avevo detto a Conte se prendete una decisione di questo tipo questa sarà la conseguenza e siamo lineari con questa scelta"

Dal suo canto Giuseppe Conte bolla il Pd come “arrogante”.

I 5 stelle vogliono cogliere l'occasione per tornare a movimento duro e puro, di lotta e non di governo, e il ritorno di Grillo e Di Battista lo dimostrano.
E poi c'è l'universo centrista. Da Calenda a Renzi, ai fuoriusciti di Forza Italia (come Gelmini) e il movimento di Di Maio.



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