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15/10/2022 06:00:00

 “Siamo stati dimenticati e abbiamo perso tutto”. La rabbia a Misiliscemi dopo l’alluvione
 

Drenata l’acqua, è rimasto fango e distruzione. La disperazione, la rabbia dei cittadini che hanno perso tutto. Che hanno la casa devastata dalla furia del fiume, a cui non è rimasto neanche un paio di pantaloni asciutti.


A Misiliscemi il day after dell’alluvione che ha provocato l’esondazione del fiume Verderame è drammatico.
Da Salinagrande a Pietretagliate a Fontanasalsa, a Marausa. Sono tante le zone colpite, e le famiglie che stanno passando la notte fuori, ospiti di parenti e amici. Una famiglia è stata ospitata in un albergo. A coordinare la macchina dell’assistenza il commissario straordnario del Comune di Misiliscemi, Burgio.
La giornata, l’indomani dell’alluvione, comincia presto.
La comunità si stringe attorno a chi ha perso tutto, a mani vuote, con secchi, e ciò che ci si ritrova, a spalare il fango da quelle che una volta erano case accoglienti. Molte persone non possono entrare in casa.
La zona è satura di detriti e fango, in certe zone non c’è luce. Le frazioni non sono fornite dall’acquedotto e le cisterne sono sature di fango e l’acqua è inquinata. Situazione critica anche a Paceco. 
Ieri mattina il commissario straordinario del comune di Misiliscemi , ha inviato delle squadre della protezione civile con le autobotti. Le persone si sono approvvigionate riempiendo secchi e bidoni. E’ una comunità devastata, ma che l’un l’altro sta cercando di farsi forza.


“Sto preparando il pranzo gli alluvionati”, racconta Milena Imbornone, presidente dell’associazione Misiliscemi che sta coordinando il gruppo di solidarietà. “La situazione è molto grave, drammatica non solo a Salinagrande, ci sono posti dove sono franate le strade, dove l’acqua è arrivata con onde impetuose che hanno travolto tutto”.
C’è tanta rabbia, mentre si spala il fango. Mentre si fa una conta dei danni che al momento sembrano incalcolabili. “Le persone sono sprofondate nel baratro, capiscono che non hanno più niente e che nessuno gli darà nessuna certezza. Non è la prima volta che succede. Cosa hanno fatto fino adesso? Perchè non si provvede alla pulizia del fiume? Perchè hanno otturato canali importanti, Perchè sono stati cementati canali che passavano dove ora ci sono case?”.
Le domande sono tante, le risposte non si trovano. “Una signora attaccata al mio collo piangeva perchè non aveva più niente, mi ha detto ‘posso pure morire. Ogni goccia di pioggia è un incubo. stiamo facendo della nostra terra un piano di cemento”, continua Milena Imbornone.
Oggi arriveranno le Dame Vincenziane a dare una mano, mentre sono senza sosta gli interventi di vigili del fuoco, protezione civile, e squadre di tutte le forze dell’ordine.


Domenica, anche a causa della positività al Covid di Don Emanuel Mancuso, parroco di Palma, Salinagrande, Marausa, sarà il vescovo Pietro Maria Fragnelli a presiedere l'eucarestia alle ore 9.30 nella Chiesa di Salinagrande e alle ore 11.15 a Palma per manifestare la sua vicinanza alla popolazione ferita così duramente dall'esondazione del Verderame.

“Ci corre l’obbligo di porre all’attenzione il perdurare della situazione di abbandono del territorio, la mancanza di programmazione, di manutenzione oltre che la totale assenza di progettualità per rendere sicuri i nostri territori” afferma il segretario generale UIL TP Tommaso Macaddino.
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“Come organizzazione non siamo interessati a conoscere il responsabile di questo disastro, sia esso il Comune, il Consorzio dei Comuni o la Regione, ma auspichiamo l’intervento tempestivo degli organi preposti. Gli eventi climatici delle ultime settimane non possono essere giustificati con pseudo-contingenze. Per noi la sicurezza dei cittadini è una priorità poiché la tutela della vita è una priorità”.
“Auspichiamo pertanto - conclude Macaddino - che chi ha la responsabilità della gestione del territorio prenda immediatamente coscienza di quanto va fatto, non solo nell’immediato per far fronte all’emergenza che ha messo in pericolo vite e buttato fuori dalle case invase dal fango tanto persone, ma anche guardando nel medio e nel lungo periodo affinché episodi del genere non possano più ripetersi”.

 



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