Marsala, prescritto un farmaco per adulti ad una ragazzina. Chiesto un risarcimento
Un errore che appare incredibile per un medico che vanta una lunga esperienza. Una pediatra la cui professionalità è apprezzata da decenni. Eppure avrebbe prescritto un farmaco per uomini adulti (Androcur 100mg) ad una ragazzina che all’epoca del fatto, l’anno scorso, aveva undici anni.
La vicenda emerge da un atto di “diffida e messa in mora” che un avvocato ha inviato, per conto della madre della giovane, alla professionista. La ricetta venne consegnata alla madre.
“Androcur – spiega il legale nella sua diffida - è un farmaco che rientra nella seguente categoria farmacoterapeutica: ormone antiandrogeno, e che ha le seguenti indicazioni terapeutiche: riduzione delle deviazioni dell’istinto sessuale negli uomini. Trattamento antiandrogeno nel carcinoma prostatico inoperabile. NB: l’uso di ANDROCUR non è indicato nelle donne. L’assunzione del farmaco da parte della piccola si protraeva per sette giorni (2 capsule al giorno), fino a quando non è stato scoperto l’errore di prescrizione da parte del medico curante. La minore – continua l’avvocato - sempre accompagnata dalla madre, si sottoponeva a numerose e costose visite di controllo al fine di accertare le conseguenze, come da documenti in possesso (con contatti, tra le altre, con il Centro Antiveleni di Pavia)”.
E secondo il legale, altre eventuali “conseguenze potranno verificarsi nel prossimo futuro, alla luce della circostanza che Androcur non è raccomandato per bambini e adolescenti maschi al di sotto dei 18 anni di età a causa dell'insufficienza di dati sulla sicurezza ed efficacia e che Androcur non deve essere somministrato prima del termine del periodo puberale, per la possibile influenza negativa sulla crescita staturale e sulla funzione endocrina ancora immatura. Manifestazioni di tossicità epatica diretta come ittero, epatite ed insufficienza epatica sono state osservate in pazienti trattati con Androcur. A dosaggi pari o superiori a 100 mg sono stati segnalati anche casi con esito fatale”.
La pediatra viene, quindi, invitata a risarcire tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali.
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