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11/11/2022 06:00:00

  Allagamenti e ristori a Trapani. Tranchida risponde alla Protezione Civile

 Non ha perso tempo. Ed ecco la contro replica del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida alla nota del capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina che aveva parlato, in relazione agli allagamenti che hanno messo in ginocchio la città, “di inefficiente manutenzione delle caditoie, dei tombini, degli sbocchi a mare” nonché di “ostruzioni nelle tubature che hanno causato lo scoppio in alcuni tratti”.

Accuse, pesanti, indirizzate all'Amministrazione Tranchida. Sott'accusa, poi, anche la stazione di pompaggio di via Tunisi “su dodici pompe ne funzionavano solo sei”. Ed ancora. “Non si ha notizia – sottolinea Cocina – se sono state attivate le procedure di somma urgenza così come ancora non abbiamo ricevuto la segnalazione di danni pervenuti al Comune, la cui analisi e valutazione è necessaria per pervenire ad una stima sui fabbisogni economici e avviare le procedure di ristoro”.
Tranchida, però, non ci sta. “Il documento con la stima dei danni comunali– sottolinea -è stato inviato tre settimane fa: ammontano a 5.6 milioni di euro. Rimanderemo la relazione. In questi giorni stiamo aggiornando le istanze ricevute da cittadini e commercianti. Siamo intorno a 1.3-1.4 milioni di euro”. Il sindaco prosegue: “Contesterò all'ingegnere Cocina, con garbo, che non è un problema di caditoie o ostruzioni. A Trapani sono caduti 122 millimetri d'acqua”. Poi una ammissione: “Confermo che sei pompe non funzionavano”. Infine, una puntualizzazione: “Gli uffici regionali sono stati interpellati per capire l'iter da seguire. Gli interventi sono già in atto. Dobbiamo solo conoscere – aggiunge il sindaco -come arrivano i fondi del ristoro”.


Una lunga risposta, quella del sindaco Tranchida, accompagnata dalla relazione sull’alluvione e che inizia con la presunta relazione dell’esercito (riportata da parte della stampa) e inserita nella rassegna stampa dell’istruttoria del Dipartimento Regionale della Protezione Civile al DP 593/22, secondo cui “gli allagamenti alluvionali a Trapani sono causati dalla mancata manutenzione della rete fognaria, caditoie e tombini o del parziale funzionamento della stazione di sollevamento di via Tunisi”.


“Niente di più falso – sottolinea Tranchida - e peraltro privo di riscontri e verifiche oggettive,
facilmente confutabili dalla relazione dell’ingegnere del Comune di Trapani Amenta, ancorchè, addebitabile ad una evidente ignoranza tecnico-scientifica che sposta in maniera fuorviante l’attenzione sul tema principale e gli urgenti e necessitosi interventi da adottarsi nell’immediato futuro a fronte delle mutate condizioni meteo climatiche, che si manifestano invece sempre più frequenti e pericolosi per la pubblica incolumità oltre che per danni a cose ed infrastrutture pubbliche di servizio costruite nei decenni scorsi e non rispondenti alle emergenze correnti, ormai destinate a ‘imprevedibili quotidianità”.

“Rispetto a tanto questa Amministrazione Comunale. ha posto il tema anche alla Sua personale evidenza in occasione dell’incontro tenutosi presso il suo ufficio il 4 ottobre 2022, convenendo con la necessità di dotarsi di uno studio idraulico etc ..d’ambito (dunque comprensivo del Monte Erice e dintorni, atteso che Trapani orograficamente recepisce indubbi quantitativi di pioggia da monte) utile al fine d’individuare opere ulteriori di mitigazione della strabordante copiosità / intensità delle piogge – acqua piovana proveniente da monte” aggiunge Tranchida.

Tranchida parla anche del progetto del sottopasso, ancora più contestato dopo gli allagamenti.
“Si ritiene che alcune soluzioni tecnico idrauliche possano essere individuabili anche in seno alle programmate opere “sottopasso RFI – via Marsala” e “strada ZES - scorrimento veloce / molo Ronciglio” anche a tutela delle stesse. In ordine a tanto si attende il richiesto confronto in sede prefettizia”.
Il sindaco di Trapani nella lettera a Cocina sottolinea che “va sgomberato ogni dubbio e, conseguentemente non va sottovalutato quello che invece è realmente accaduto: ‘L’evento alluvionale del 26 settembre 2022 è di carattere eccezionale e straordinario, tanto sotto il profilo dei quantitativi – intensità temporale della piovosità, come accertato da fonti indipendenti da questa A.C. e richiamati nella relazione istruttoria al D.P. n. 593 del 24/10/2022 con il quale è stato decretato lo “STATO DI CRISI E DI EMERGENZA’”.


“Risulta poi che a questo Dipartimento siano stati trasmessi, e da tempo, le prime relazioni circa la quantificazione dei danni, tanto da parte del Comune di Trapani (vedasi relazione – all A - ing Amenta) quanto da parte degli stessi uffici del locale Dipartimento prontamente da Ella compulsati, come constatato personalmente in occasione del citato incontro del 4 ottobre” aggiunge il sindaco.
“Risulta parimenti di interlocuzioni ed intese con i vostri locali uffici circa la pronta spendibilità del “contributo” di 500.000,00€ assegnatoci, poichè subordinata al superamento di tali limiti amministrativo – contabili in riscontro alle corrette procedure di legge.
Al riguardo si chiede una proroga dei termini assegnati ed una contestuale rimodulazione degli interventi programmati per ottimizzare l’impiego del primo ristoro” continua la lettera.
Risulta infine che con le diverse note comunali siano state debitamente rappresentate le prime quantificazioni di danni, oggi parzialmente documentabili attesa l’acquisizione temporale anche delle richieste di risarcimento dei privati prontamente resa possibile sugli appositi moduli / avviso pubblicato sul sito comunale”.

“Nel dare comunque atto del pronto intervento ed operatività di codesto Dipartimento, anche in sede locale, parimenti si prende atto della formalizzata impossibilità odierna di copertura finanziaria regionale a ristoro dell’entità dei danni ai privati ed alle infrastrutture pubbliche, registrando però con favore la disponibilità di proposta al Governo della Regione (non a caso sollecitato al riguardo con la “incriminata” dichiarazione stampa richiamata in premessa) per il reperimento urgente delle necessarie somme atte a rifondere i danni subiti dai privati quanto da questo Comune ed altri annoverati nella dichiarazione di crisi” conclude il sindaco Tranchida.