Il degrado della città di Marsala, l’abitudine alla bruttezza, al malcostume, è tutta in una foto che vede piazza della Repubblica, con un albero di Natale, Palazzo VII Aprile addobbato a festa, e poi al centro della stessa piazza un mini albero permanente fatto di un ombrellone, tavoli e sedie, tutto rigorosamente ammassato e chiuso con catena.
E’ la piazza principale della città, chiunque ci passa, i consiglieri salgono e scendono dal Palazzo, nessuno si lamenta, nessuno vede l’obbrobrio e lo scempio di un posto che è diventato magazzino per attività che insistono in quella zona.
Ci si abitua a tutto, la bruttezza che diventa normalità e che non viene sollevata perché meglio tenersi amici i commercianti che parlarne in consiglio comunale.
Quelle sedie e quegli ombrelloni vengono usati in estate, ci si siede e si gode la vista di quella meravigliosa piazza, in inverno, invece, si chiude tutto e si lascia lì, un pò come avviene nelle case di campagne.
Il salotto della città deturpato, lì dove c’è il barocco Duomo dedicato a S. Tommaso di Canterbury, c’è un ammasso di ferro e plastica.
Ci si abitua alla bruttezza e si chiude un occhio per gli amici, è così che funziona in questa città. Se si rende via Roma un’area pedonale si levano gli scudi perché i commercianti la chiedono aperta, e si sa i commercianti votano e hanno pure i loro consiglieri di rifermento.
Altro che città europea, Marsala è lontana pure da Mazara del Vallo che è diventata una città più decorosa, più bella alla vista, con un rapporto con il mare diretto, qui si deve ancora capire che cosa ne vogliamo fare del nostro mare.
Addobbare a festa per natale significa spolverare il comò, senza spostarlo per togliere la polvere da dietro. Un esempio sciocco ma rende l’idea di come si prosegue in questa città, che è destinata a rimanere indietro.
C’è un degrado culturale e morale che è difficile invertire, la città ha sacche di insicurezza che sono destinate a crescere, non c’è alcun tipo di piano per il verde pubblico, si agisce solo quando l’erba diventa alta e invade marciapiedi, la rotonda della circonvallazione è al buio da anni: il pericolo che ci sia un incidente grave è costante.
Forse manca proprio la costituzione di un ufficio della programmazione, che sappia dove mettere le mani, che sappia stare in giro e rendersi conto che la città è invivibile.
Piazza Porticella è luogo per tossicodipendenti e alcolizzati, il giardinetto non viene più curato, l’illuminazione è fioca, l’erba altissima.
Della situazione in cui si trova Marsala sono complici tutti: cittadini, consiglieri, amministrazione. Manca la cultura, manca la capacità di essere attivi all’interno di una comunità, e la bruttezza è alienante. Si è lasciato che Marsala evolvesse verso il brutto, non c’è ordine, non c’è movimento culturale e quando c’è sono i soliti a goderne perché gli altri non ne hanno bisogno, sono troppo acculturati di loro.