Castelvetrano. Nessun dissesto, il comune non pagherà 17 milioni alla Belice Ambiente
Si è sfiorato un altro dissesto finanziario al comune di Castelvetrano. A scongiurarlo il Tribunale di Marsala, che ha rigettato la richiesta di risarcimento di ben 17 milioni di euro da parte della fallita Belice Ambiente, la società di raccolta dei rifiuti che aveva evidenziato un mancato pagamento dei servizi erogati tra il 2011 ed il 2016.
Non solo non è stata provata la pretesa creditoria, ma anche l’Organismo straordinario di liquidazione del comune ha accertato che l’importo richiesto era molto meno e comunque compensato dalle somme che la Belice Ambiente avrebbe dovuto dare al Comune per la gestione della discarica comunale di Contrada Favara Rampante, dopo la dismissione.
In ogni caso, non si è entrati nel merito degli argomenti sollevati dalla Belice Ambiente, perché il giudice Francesco Pizzo ha accolto le contestazioni sollevate da Francesco Vasile, legale del comune, sull’inutilizzabilità dei documenti prodotti dalla società, in quanto privi dei requisiti previsti dalla legge per la loro validità.
Oltre a non ricevere i 17 milioni di risarcimento, la società dovrà pagare al comune 300 mila euro di spese legali.
Al di là dello scampato pericolo per un nuovo dissesto finanziario del comune, tutti questi soldi sarebbero dovuti provenire dai tributi pagati dai cittadini. Ma sappiamo bene che allora (come adesso) le bollette venivano snobbate dalla metà della popolazione.
Così come sappiamo che la Belice Ambiente S.p.A., al suo esordio nella valle del Belice, dal 2003 al 2004 riuscì ad andare in rosso di quasi 700.000 euro, senza raccogliere un solo sacchetto di spazzatura, ma spendendo in un solo anno 93.000 euro per consulenze esterne, viaggi e spese di rappresentanza, fino a quando si arrivò alla triplicazione delle bollette, di cui si occupò anche la trasmissione “Mi manda Rai3”.
Era una società partecipata, i cui soci erano i sindaci di tutti i comuni della valle del Belice ed il sindaco di Mazara del Vallo. Negli anni seguenti cercò di riprendersi, anche se nel 2010 andò in perdita per 15 milioni di euro e nel 2011 per 7 milioni di euro. Era una cosiddetta ATO, la Belice Ambiente. L’acronimo stava per Ambito Territoriale Ottimale. Insomma, più ottimale di così…
Egidio Morici
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