Il caso Grillo a Marsala rompe l'unità del centrodestra a Trapani
Fratelli d’Italia ci prova, in provincia di Trapani, a richiamare l’unità del centrodestra come valore necessario per compattare la coalizione e come azione politica elettorale per tentare di vincere.
Una nota stampa con la necessaria virata alla aggregazione del centrodestra, come chi governa da Roma a Palermo: “Corre la necessità di ribadire quanto in Provincia di Trapani il centrodestra debba andare compatto, senza inciuci con il falso civismo di sinistra, e nella prospettiva delle Provinciali che si terranno quanto prima, così come di chiarato dal Presidente Schifani – sottolinea Maurizio Miceli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia.
Miceli è candidato sindaco a Trapani, traballa proprio la sua di coalizione, i fatti di Marsala stanno irrompendo nella campagna elettorale e l’MPA si dice pronto a non sposare più la candidatura del meloniano.
Ci prova Miceli a calmare i toni lanciando pure un appello al sindaco di Marsala, Massimo Grillo: “Questo principio per noi va declinato in tutta la provincia, non solo nei Comuni che vanno al voto, ma anche in realtà come Marsala, ove è emersa una distonia tra la coalizione che ha sostenuto l’elezione del sindaco Grillo e l’attuale composizione della sua giunta.
A più forte ragione, alla luce di una forte intesa tra Fratelli d’Italia e il Movimento per le Autonomie, consolidata nel capoluogo nella condivisione della medesima proposta amministrativa, invitiamo il sindaco Grillo a cominciare a ricomporre il quadro iniziale, proprio a partire da questa importante forza politica, e lavorando nella prospettiva di riaffermare il centrodestra di governo a Marsala. La coerenza è incompatibile con la convenienza e sono sicuro che attorno a questo principio di buon senso, prima che politico, anche in provincia di Trapani il centrodestra si ritroverà compatto per risolvere gli annosi problemi che non consentono al nostro territorio di guardare con fiducia al futuro”.
E’ comprensibile il richiamo all’unità della coalizione, quello che non è più comprensibile è come mai l’appello dei meloniani, forse il secondo in pochi mesi, avviene a seguito del diniego di Grillo nel mettersi in giunta il settimo assessore in quota MPA. Avrebbe dovuto fare appelli anche per l’UDC e per Forza Italia. A barcollare ci sono, invece, le candidature proprio per Trapani, perchè l’MPA ha chiaramente fatto intendere che se non c’è unità di intenti, nei Comuni dove si amministra, allora è liberi tutti ovunque.
Del resto Fratelli d’Italia ha un’altra importante carta da giocarsi: lasciare la giunta Grillo e dunque ricompattare l’alleanza elettorale su Trapani.
E’ un centrodestra che finora si spacca ovunque, a Catania la Lega ha mandato avanti la candidata a sindaca di Valeria Sudano, l’MPA lancia direttamente Raffaele Lombardo. Dopo la fuga in avanti si apre un baratro, fermo restando che Fratelli d’Italia rivendica un proprio candidato sindaco anche a Catania. Il centrodestra diviso è una coalizione che perde, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità delle scelte.
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