La doccia fredda arriva dalla Regione: niente ristori immediati per i trapanesi che hanno subito danni a causa delle alluvioni dello scorso autunno.
Dura la presa di posizione del deputato regionale Cristina Ciminnisi: “«Governo Schifani scandaloso, dice oggi quello che noi affermiamo da sempre: non è possibile riprogrammare ora i Fondi di Sviluppo e Coesione per i ristori ai privati danneggiati dalle recenti alluvioni in Sicilia”. L'esponente del Movimento Cinque Stelle è un fiume in piena: “Schifani ha mentito e ingannato i cittadini di Trapani, Salinagrande e delle altre province siciliane. I cittadini non possono attendere altri sei mesi e anche oltre per gli attesi ristori, il governo trovi subito le adeguate coperture per risarcirli, noi non gli daremo tregua».
Vincenzo Falgares, dirigente generale del Dipartimento di programmazione regionale, ha riferito alla Commissione Ue, di cui Cristina Ciminnisi è vicepresidente, che i tempi tecnici della riprogrammazione per i ristori ai cittadini danneggiati dalle recenti alluvioni nelle province di Trapani, Messina e Siracusa saranno ancora lunghi.
«Già in sede di variazione di bilancio, a dicembre, – dice la parlamentare - avevamo insistito perché le risorse per il ristori per i privati danneggiati dalle alluvioni venissero individuate su fondi del bilancio regionale. L’assessore Falcone si è intestardito sulla riprogrammazione dei fondi Fsc, rassicurando sulle idonee coperture, nonostante le perplessità che avevamo sollevato sia in Aula, sia in Commissione. Oggi in commissione Ue ci vengono a dire che, come avevamo previsto, non sarà possibile procedere adesso alla riprogrammazione per la parte attiene ai ristori, ma solo per la parte delle infrastrutture”. Per Ciminnisi c’è solo una parola per commentare il comportamento del Governo: scandaloso. “Ora si attivi – tuona - immediatamente per individuare le adeguate coperture e per dare concrete risposte ai cittadini che giustamente si sentono presi in giro da questo esecutivo che finora ha fallito praticamente su tutti i fronti».