Uno pubblica i post per dire che Marsala è piena di turisti, e sotto, gli stessi turisti, commentano dicendo che la città è sporca all'inverosimile, dalle spiagge al centro. L'altro, invece, annuncia nuovi record ogni giorno. Uno è costretto a fare i conti con gli assessori che si dimettono perchè non ce la fanno più, l'altro riceve i complimenti di tutto il consiglio comunale. Uno cerca invano Schifani da settimane (forse questa è la settimana buona), l'altro riceve assessori e delegazioni parlamentari. Uno si chiama Massimo, ma vive un'estate al minimo. L'altro si chiama Salvatore, e ormai in tanti lo vedono come un salvatore ... della patria.
E' un'estate opposta quella che vivono Massimo Grillo e Salvatore Ombra. Il primo, Sindaco di Marsala, deve affrontare settimane difficili (settimane? Mesi...). Le dimissioni dell'assessore Michele Milazzo hanno ancora più minato la Giunta e la sua credibilità politica. I cittadini, poi, assistono ad un fallimento dietro l'altro. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda la perdita della facolta di viticoltura, che lascia Marsala. Nonostante un'imponente macchina della comunicazione, tutto dà l'aria di essere improvvisato, fatto tanto per tirare a campare.
Salvatore Ombra, invece, si gode i successi dell'aeroporto di Trapani - Birgi e dell'Airgest. Prima è arrivato il record di presenze, grazie anche agli accordi tra la Regione e Ryanair. Poi, la luce in fondo al tunnel, con un primo trimestre con il segno più per i conti di Birgi, a smentire quelli che dicono che l'aeroporto fa solo debiti. Infine, il cigno nero, l'evento che non ti aspetti: il maxi incendio che ha devastato e messo ko l'aeroporto di Catania, con Birgi che diventa base operativa per i voli cancellati dall'altre parte dell'Isola. E l'aeroporto si è fatto trovare preparato. Tutto è filato liscio, nonostante un traffico di passeggeri improvvisamente decuplicato rispetto alla media. Una grande squadra di lavoratori, è vero, ma con Ombra che in pratica era (ed è) arruolato h24 all'Airgest, senza una pausa, a controllare che tutto filasse dritto. Basta un dato per tutti, dicono dall'Airgest, ora che l'emergenza sta finendo: si è perso solo un bagaglio. Uno. Per Ombra è un'estate di riscatto e rivincita. Ed in tanti ritornano a vedere in lui una sorta di Salvatore, si, ma della patria, cioè di Marsala, in vista delle elezioni del 2025. Lo vuole il centrodestra, che ha abbandonato Grillo al suo destino da un pezzo, lo vuole anche chi non l'avrebbe votato quando, nel 2020, si vociferava di una sua candidatura. L'ipotesi è sul tavolo di tutti, tranne proprio di Ombra, che si dice non interessato, perchè magari sa che il suo carattere non conciliante si sconterebbe molto con i riti barocchi della politica e perchè già nel 2012 è stato sedotto e abbandonato, da chi lo aveva candidato Sindaco e poi lasciato al suo destino.
Massimo Grillo, dal canto suo, arroccato a difendere la sua poltrona, aspetta, come ha fatto sempre e come sa fare meglio. Un rimescolamento delle carte, qualche evento che gioca a suo favore. Spera, con le prossime nomine da fare in Giunta, di puntellare un po' la ormai ex maggioranza. Ma sa bene che non si può campare solo di nomine ed incarichi, perchè i nodi vengono al pettine.
E' ad inchiodarlo è la battuta che circola molto nei salotti marsalesi, e che suscita ironia: ma ci pensate cosa sarebbe successo a parti invertite? Pensate, c'è un'emergenza in aeroporto, a Trapani, e il presidente dell'Airgest è ... Massimo Grillo. Ancora sarebbe lì a convocare tavoli tecnici, nominare "governance", chiedere "unità"... E lì, amare risate. ...