Se c’è una cosa che questo Governo nazionale non ha capito è che con la repressione, e con l’aumento delle pene, non risolvono tutti i problemi che affliggono le periferie e il famoso disagio giovanile.
Il decreto Caivano è solo uno spot in cui Giorgia Meloni ci mette la faccia ma che non risolve nulla, anzi aggrava le situazioni di tante famiglie che invece hanno bisogno di sostegno vero e concreto.
Da nord a sud del Paese ci sono quartieri e periferie interamente abbandonate, dove la dispersione scolastica ha percentuali alte e non sempre è colpa dei genitori.
La scuola costa cara: dal materiale di cancelleria, alla mensa, allo spostamento con pulmino. La dispersione scolastica è una piaga sociale, che lega insieme troppi problemi dalla difficoltà economica alla scarsa considerazione della stessa scuola e dell’istruzione che ne deriva.
I ragazzi e le ragazze che finiscono in strada non hanno alternative se non quello di arrangiarsi. La Meloni ignora le disperate condizioni delle periferie, di certi quartieri che non hanno nulla e che continuano ad essere lasciati a brancolare nel nulla.
Non ci vogliono misure spot, non è necessaria una ammenda maggiore di quella prevista o di una pena più severa, c’è bisogno di educazione e di scolarizzazione, di fondi che arrivino a creare posti decorosi dove la bellezza va a braccetto con la presenza dello Stato.
Ci vogliono assistenti sociali che vigilano, che agiscono, che sono lì dove dovrebbero essere ma non ci sono perché sono troppo pochi.
Per la Meloni, invece, prima la punizione e poi il recupero attraverso l’educazione, esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare, perché se educhi e responsabilizzi non punisci con nessuna pena.
Se non ci sono le azioni di aiuto sociale, se non c’è un investimento concreto e profondo sulle periferie e sulle fasce più deboli allora qualunque provvedimento è perfettamente inutile.
In questo decreto Caivano il Governo ha nominato anche un commissario per la riqualificazione, si tratta di Fabio Ciciliano, che dovrà gestire 30 milioni di euro che il decreto legge destina per il piano contro il degrado sociale e giovanile del Comune campano.
In Italia ci sono migliaia di periferie e quartieri abbandonati, l’investimento è minimo e sopratutto non è adeguato per la formazione e per il recupero di ragazzi che hanno deciso di fare della strada la loro casa, peggio quando commettono reati gravi come la violenza sessuale di gruppo, una deriva morale che non aggiusti con nessun decreto ma solo scendendo in campo con i migliori operatori.