Barche troppo grandi, redditi troppo bassi. Indaga la Finanza a Marsala
C'è chi ha uno yacht, e dichiara 15mila euro l'anno. Chi ha intestato tutto alla nonna novantenne. Chi risulta sconosciuto all'Agenzia delle Entrate. I porticcioli turistici della provincia di Trapani, e quelli di Marsala in particolare, pullulano di imbarcazioni da diporto, di ogni dimensione e valore economico.
Eppure, almeno stando a tante dichiarazioni dei redditi, molti proprietari non navigano certo nell’oro. E per questo, al fine di verificare gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), la Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Trapani sta effettuando un censimento di tutti i natanti e similari ormeggiati abitualmente presso tutte le strutture della provincia.
Lo scopo, a quanto pare, è quello di operare un riscontro fra beni mobili posseduti e redditi dichiarati. E’ un’attività amministrativa, che però potrebbe sfociare in procedimenti di altra natura nei casi in cui, a fronte di magri redditi dichiarati, si dovesse accertare il possesso, da parte di taluni, di imbarcazioni da diporto di notevole valore e con costi di gestione che al suo proprietario non lascerebbero, in teoria, neppure margini per assicurare un pasto ai suoi familiari.
In questi giorni, quindi, le Fiamme Gialle stanno inviando ai diversi circoli nautici della provincia delle missive con le quali si chiede l’invio, entro 15 giorni lavorativi, di una serie di “dati e notizie”. E chi non fornirà i dati richiesti (documenti dai quali si possa evincere innanzitutto la potenza dei motori dei natanti e il nome dei proprietari) sarà sanzionato con multe che vanno da 250 a 2000 euro. Altri controlli, poi, a sorpresa, riguarderanno i singoli.
Inoltre l’attività investigativa delle fiamme gialle aeronavali, si è concentrata principalmente verso i possessori di prestigiose imbarcazioni da diporto, che hanno tentato la "schermatura" del bene iscrivendo il mezzo nautico nei registri di paesi esteri. In questo modo gli armatori riescono a ridurre i costi di gestione e tentano invano di nascondere al fisco italiano la proprietà di tali beni, eludendo l’obbligo di dichiarazione - il cosiddetto "monitoraggio fiscale" - dichiarano una capacità contributiva inferiore rispetto a quella reale.
Qualche settimana fa Finanzieri della sezione operativa navale di Trapani e di Palermo nell'ambito dei controlli di polizia del mare nella fascia costiera compresa tra Marsala e Castellammare del Golfo, isole Egadi incluse hanno scoperto beni nascosti al fisco per 18 milioni di euro.
Sono imbarcazioni che decine di contribuenti avrebbero immatricolato in registri navali di altri paesi con fiscalità agevolate.
Le imbarcazioni non sarebbero state menzionate nella dichiarazione dei redditi.
La legge infatti ha imposto al contribuente nazionale residente in Italia di dichiarare, nell'apposito quadro "Rw" della dichiarazione dei redditi, la proprietà o la disponibilità dei beni detenuti all'estero, fra i quali rientrano anche i natanti e le imbarcazioni da diporto, suscettibili di produrre reddito in Italia.
Grazie all'incrocio delle banche dati sono state scoperte le imbarcazioni. Adesso i titolari saranno sanzionati con multe comprese tra i 500.000 euro e i 2,5 milioni di euro.
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