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12/12/2023 07:45:00

Marsalese assolto dall'accusa di tentato omicidio

 Ha rischiato grosso un 42enne marsalese, Vincenzo Gandolfo, processato, in abbreviato, per tentato omicidio. Per lui, infatti, il pm Paolo Bianchi aveva invocato una condanna a 9 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere.

Ma il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Marsala Chiara Vicini, accogliendo la tesi dell’avvocato difensore Luigi Pipitone, ha sentenziato che si trattò “eccesso colposo di legittima difesa” e riqualificando, di conseguenza, l’imputazione da tentato omicidio in lesione personale colposa, ha dichiarato il “non doversi procedere” per mancanza di querela da parte della vittima: e cioè Nicolò Emanuele Parrinello, classe 1993, anche lui marsalese.

Per Gandolfo è stata, in pratica, un’assoluzione. I fatti sono datati 30 gennaio 2021, quando il Parrinello arrivò al Pronto soccorso dell’ospedale “Borsellino” con una ferita da taglio all’addome. Una coltellata che, si sottolinea nel capo d’imputazione redatto dalla Procura, “provocava un trauma addominale penetrante con pericolo di vita”. Affermazione ovviamente basata sul referto dei medici del Pronto soccorso, che segnalarono il caso alle autorità. Come imposto dalla legge in questi casi. Furono i medici, dunque, a far scattare le indagini. La vittima, infatti, in ospedale non avrebbe esplicitato compiutamente a cosa era dovuta quella ferita. Inizialmente, insomma, non disse che qualcuno l’aveva accoltellato. Ma i sanitari si accorsero subito a cosa era dovuta quella profonda ferita. Poi, comunque, Parrinello ammise agli inquirenti di aver avuto una discussione con un’altra persona e di essere stato accoltellato. Successivamente, ascoltato a “sommarie informazioni”, Gandolfo confermò di avere sferrato la coltellata. “Ma l’ho fatto per difendermi” ha sostenuto l’imputato. Il giudice, poi, ha voluto ascoltare anche i fratelli dei due litiganti. Al termine della sua arringa, l’avvocato Luigi Pipitone ha, quindi, chiesto l’assoluzione per legittima difesa o, in subordine, il riconoscimento dell’eccesso colposo di legittima difesa, con conseguente non luogo a procedere per mancanza di querela. E il giudice ha accolto ha accolto la seconda richiesta. Nel processo, il Parrinello non si è costituito parte civile.