Marsala, il vescovo a fianco dei viticoltori che protestano
Santo Stefano particolare, ieri, in piazza Terrenove Bambina, nella periferia nord di Marsala. Lì, da alcuni giorni, c'è un sit in permanente dei viticoltori marsalesi, che protestano contro la grave crisi del comparto, che mette in ginocchio centinaia di famiglie.
Al loro fianco, ieri, è sceso anche il Vescovo, Angelo Giurdanella, che ha raccolto l'invito del comitato promotore della protesta, "I guardiani del territorio", e ha voluto incontrare, in piazza, i viticoltori.
Con il Vescovo anche i Sindaci di Marsala e Petrosino. I manifestanti denunciano un calo di produzione di circa il 40% causato della peronospora e dal grande caldo della scorsa estate che ha bruciato i grappoli d’uva. E chiedono alla Regione di garantire nella Finanziaria in questi giorni in discussione all'Ars, misure adeguate di sostegno al settore.
Già lo scorso Settembre avevano dato il via ad un'altra protesta, bloccando per un giorno la vendemmia. Ne abbiamo parlato qui. La Regione ha quantificato i danni in 350 milioni di euro, ma "agli agricoltori al momento non va in tasca quasi niente", commenta uno dei portavoce, Giampiero De Vita.
Per molti produttori i costi della vendemmia, quest'anno, sono stati superiori ai ricavi. "Il destino - dicono - è quello della chiusura, con l'abbandono del territorio e un malessere che colpirà anche l'indotto".
L'inflazione è solo una delle cause della crisi. Dopo la pandemia, le guerre, è arrivato un anno che tra siccità e peronospora ha mandato in fumo oltre il 40% della produzione.
Ieri l'associazione I Guardiani del Territorio ha dato notizia della sospensione del sit-in che in queste ultime settimane ha tenuto banco con il presidio di mezzi agricoli nella piazza della chiesa di Terrenove-Bambina, con il sostegno di tutti i Sindaci della provincia di Trapani, Presidenti di Cantine Sociali, rappresentanti sindacali, politici, istituzioni e addetti ai lavori.
“I danni causati da peronospora e siccità, stimati dalla Regione Siciliana in 350 mln di euro, sono stati snobbati dal Governo della stessa Regione –afferma il portavoce dell’Associazione Davide Piccione- che ha fatto bocciare all'ARS tutti gli emendamenti presentati. I prossimi passaggi in aula, continua Piccione, saranno l’approvazione di tutti gli articoli della Legge Finanziaria che non prevedono un solo euro da destinare al comparto agricolo, e la presentazione di un maxi emendamento, da approvare nei primi giorni del nuovo anno che potrebbe contenere qualche briciola che comunque non riuscirà a risolvere i gravissimi problemi del territorio. Nella manifestazione di Palermo non erano presenti i sindacati –continua Piccione- e questo dispiace dirlo, in fondo siamo artefici del nostro destino e nel dire che dobbiamo contare solo sulle nostre forze, continuiamo e continueremo a invocare unità"
"Oggi sospendiamo il sit-in –conclude Piccione- non abbassando mai la guardia e non distogliendo l’attenzione, possibilmente organizzando una delegazione con i sindaci, ai quali chiediamo, nella giornata di presentazione del maxi emendamento, di essere ancora una volta presenti a sostegno di questa causa”.
Conclude Mons. Angelo Giurdanella invocando unità e attenzione per il sofferente territorio trapanese: “Vorremmo dire ai nostri governanti che la Sicilia ha due anime per essere rilanciata economicamente: agricoltura e turismo. Questo è il nostro modo di essere, noi amiamo la terra dalla quale tiriamo fuori un benessere che sostiene famiglie ed economia. Stiamo distruggendo le nostre radici, e non può essere solo un calcolo di numeri, tutti gli altri comparti non possono prescindere dall’agricoltura che è il bene primario. Dobbiamo salvaguardare il nostro territorio dichiarando l’alleanza con la terra.
Non bastano le buone intenzioni, occorrono le scelte. Dobbiamo insistere nel chiedere unità, e che lo sforzo sia congiunto coinvolgendo anche i lavoratori di altri settori a guardare anche verso le problematiche di questo territorio perché è quello che sta vivendo il disagio maggiore. In questo momento c’è una sofferenza maggiore che riguarda la viticoltura del territorio del trapanese attualmente più fragile e più debole e quindi che necessita di attenzione urgente da parte di tutti i governi”
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