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02/02/2024 06:00:00

Sicilia, la maggioranza di governo si spacca su norma salva-ineleggibili. Fdl si ribella a Schifani

 La maggioranza siciliana che sostiene il governo guidato da Renato Schifani è in crisi, nella giornata di mercoledì la bocciatura della norma salva-ineleggibili ha decretato una frattura enorme, la nomina poi dei manager della sanità, senza la presenza in giunta degli assessori meloniani ha fatto traboccare il vaso.

Da Roma l’invito è a restare calmi, ad abbassare i toni, a non creare ulteriori fratture, si cerca di ricucire ma sarà difficile.
Fratelli d’Italia puntava molto sulla salva ineleggibili, a rischio ci sono tre deputati che fanno capo al partito, a non reggere in Aula proprio la maggioranza, 39 deputati, ma il voto segreto ha bocciato la norma. Almeno 9 deputati hanno votato contro. Le fibrillazioni hanno avuto subito inizio, i meloniani non hanno partecipato alla giunta e adesso nonostante i toni smorzati la crisi è già aperta e i pontieri al lavoro.

C’è in ogni caso un problema all’interno della maggioranza che è spaccata e fa i conti con i franchi tiratori, che ci sono e conducono la maggioranza fuori il perimetro dell’Aula. I meloniani pensano che il regista della bocciatura della salva ineleggibili sia Luca Sammartino, vicepresidente della Regione e leghista. I conti potrebbero essere regolati con l’arrivo poi all’ARS del Ddl sulle Province, Fratelli d’Italia non appare poi così propensa a farle rinascere e quindi potrebbe decidere di votare contro.

Schifani dovrà mettere mani a questa crisi, risolvere la questione legata alle Province, perché già la Consulta aveva chiesto al governo regionale di votare gli organi anche di secondo livello e, invece, c’è un commissariamento che dura da quasi 10 anni.

Il Movimento Cinque Stelle, con il capogruppo all’Ars Antonio De Luca, sulle nomine della Sanità parla di spartizione di poltrone: "Ai nuovi manager non daremo tregua. Dovranno dimostrare con i risultati sul campo se sono veramente bravi come dicono Schifani e soci, anche se i disastri che sono sotto gli occhi di tutti parlano in maniera eloquente per molti dei dirigenti confermati. Ora che questo governo del nulla ha colonizzato la sanità, Schifani pensi a farla funzionare. Sempre che abbia il tempo di farlo, visto che la sua maggioranza si è orma liquefatta come gran parte delle sue promesse elettorali. Ieri per lui è stata una Caporetto, con due delle priorità della sua agenda impallinate dai suoi. A questo punto l’unica cosa sensata che dovrebbe fare è ammettere il fallimento e andare a casa. Se questo governo risultati non ne ha centrato nemmeno con la maggioranza quasi compatta, figurarsi cosa farà ora che è ridotto a brandelli”.
 



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