Hanno giurato i tre neo assessori regionali nella seduta dell’Assemblea, di mercoledì 6 maggio.
Nuccia Albano è tornata alla Famiglia ridando pure il posto alla DC, Elisa Ingala in quota Mpa agli Enti Locali, Marcello Caruso per Forza Italia alla Salute.
E’ la squadra che accompagnerà al voto, almeno così la intende Nino Minardo, neo commissario regionale azzurro: “Nel 2027 si tornerà al voto, ma manca ancora tempo e oggi sarebbe un errore distrarsi dalle priorità reali dei siciliani. Adesso conta governare bene e consolidare i risultati raggiunti. Sapremo farlo con serietà e responsabilità e sono convinto che i siciliani confermeranno la loro fiducia: la Sicilia continuerà a essere guidata da Forza Italia”. Sono parole che ha rilasciato in un intervista al quotidiano La Sicilia.
Ha poi continuato: “Abbiamo una squadra da Serie A: sui territori, all’Ars, a Roma e a Bruxelles e c’è un gruppo di giovani straordinario che deve essere valorizzato”.
Il commissario regionale rivendica anche il lavoro del governo regionale: “Il presidente Renato Schifani e il suo governo stanno lavorando bene e lo dimostrano tutti gli indicatori economici”. Sulle presunte divisioni interne agli azzurri siciliani, Minardo chiarisce: “Francamente questa narrazione non mi convince. Io parlo con tutti e c’è ampia condivisione sul percorso da fare. Certo, in un grande partito come il nostro è normale che ci siano punti di vista differenti, ma devono essere sempre improntati alla massima franchezza e trasparenza, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente una giusta sintesi”.
Le parole degli assessori
Albano torna alla Famiglia “Che guarda soprattutto alle fasce più fragili della popolazione, è importante che tutti ci impegniamo a portare a termine i progetti avviati, il mio lavoro ripartirà proprio da qui. Inoltre, accelereremo sul fronte del concorso degli ispettori del lavoro, figure indispensabili per arginare il fenomeno delle morti sul lavoro, che è ormai una piaga per la nostra terra”.
Caruso alla Salute è già proiettato ai dossier importanti: “La sanità va guidata nel rispetto delle esigenze dei cittadini, perché è determinante nella qualità della vita della gente. Questa è la visione che mi porterà ad analizzare i tanti dossier aperti, dal Pnrr con le case e gli ospedali di comunità alle liste d'attesa – sottolinea l'assessore Caruso – Da parte mia ci sarà grande disponibilità verso le organizzazione sindacali e professionali, con cui stabilirò un rapporto di fattiva collaborazione. Ringrazio Daniela Faraoni per il lavoro svolto fin qui e per la correttezza istituzionale dimostrata”.
Debutto per Ingala: “Sono pronta ad affrontare questo nuovo lavoro, che mi permetterà di fare qualcosa per la nostra amata terra.
Metterò le mie competenze a disposizione di questo assessorato, che rappresenta il territorio, tutti i Comuni, i Liberi consorzi, le Città metropolitane, che hanno tante difficoltà finanziarie. Saremo a disposizione per tentare di risolvere i problemi, perché solo con una buona economia locale e territoriale è possibile creare sviluppo”.
Approvata norma per lo stop ai doppi incarichi
Il M5S ha messo fine ai doppi incarichi e alla commistione tra sanità e altre postazioni politiche.
Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’ARS, Nuccio Di Paola, è soddisfatto di aver proposto e fatto approvare l’emendamento in materia di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi, nell’ambito del disegno di legge regionale sulle Norme in materia di personale: “Da sempre diciamo che la politica deve stare fuori dalla sanità e così è stato votato oggi in Prima Commissione all’ARS”.
Nello specifico: gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario o amministrativo nelle ASP diventano incompatibili con le cariche di sindaco, di componente delle giunte comunali e regionali, di consiglieri comunali o di circoscrizione.
Dice Di Paola: “Tradotto, significa, mai più casi Croce e mai più casi Faraoni. Abbiamo iniziato a smantellare la commistione tra sanità e politica impedendo il conferimento degli incarichi di vertice della nostra sanità ad uomini e donne di partito. E’ assurdo che un assessore, pur di un Comune piccolo - spiega Di Paola - possa contemporaneamente fare il direttore generale di un’ ASP, quando dovrebbe occuparsi della sua città, o che il direttore di un’azienda sanitaria diventi assessore regionale alla Salute, rivestendo simultaneamente i panni di controllore e controllato. Dopo il parere favorevole e unanime di tutta la commissione, cui esprimo ringraziamento, la partita adesso si sposterà in Aula dove noi continueremo a tenere la barra dritta nell’interesse esclusivo dei cittadini siciliani” - conclude Di Paola.