Corruzione a Trapani, anche Guarnotta torna in piena libertà
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Dopo il deputato Dario Safina, il Tribunale del Riesame accoglie anche le osservazioni di un altro indagato sull'inchiesta della Procura di Trapani su un presunto giro di corruzione. Si tratta di Carlo Guarnotta. Era stato raggiunto dai divieti di dimora nei Comuni di Trapani ed Erice.
Dichiara Guarnotta: "Sono soddisfatto dell’esito positivo a mio favore da parte del Tribunale del Riesame, nel quale ho riposto la mia fiducia. Ringrazio i miei avvocati Giuseppe Adragna ed Orazio Rapisarda per il supporto. Fiducioso nella giustizi pronto a chiarire definitivamente la mia posizione".
Guarnotta è al centro di uno dei filoni dell'indagine sulla Trapani Servizi, municipalizzata che si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti per conto del Comune, che detiene l’intero capitale sociale. Sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati è finito il concorso, per titoli ed esami, per l’incarico di direttore generale. Una procedura che, secondo le accuse, sarebbe stata cucita su misura, con un vincitore già scritto in partenza. Guarnotta, che è accusato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione, è stato amministratore unico uscente proprio della Trapani Servizi. Ruolo da cui però era decaduto il 20 novembre 2020. A prendere il suo posto, come previsto dalla legge, un organo collegiale a cui andava affiancato un nuovo direttore generale. Figura, quest’ultima, da scegliere tramite una selezione per titoli ed esami. Che fu vinta proprio da Guarnotta.
Insieme all’ex amministratore unico sono indagati il direttore amministrativo della società, Giuseppe Ullo, e il consulente aziendale esterno della stessa Rosario Bellofiore.
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