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10/02/2024 06:35:00

A Trapani, il Corano fa rivivere gli amori di cinque secoli fa

Chissà cosa avrebbe detto Leonardo De Renda se nel 1544, quando si è sposato, gli avessero detto che del suo matrimonio se ne sarebbe parlato nel 2024.

Le sue nozze sono state annotate, con grafia elegante e in latino medioevale, in quel registro degli Atti Matrimoniali indissolubilmente legato alla pagina di Corano ritrovata nell’Archivio storico della Diocesi di Trapani.

Insieme a lui, sono stati digitalizzati altri sposi e consegnati a futura memoria.

Da Monte San Giuliano, oggi Monte Erice, a Napoli passando da Genova, arrivando fino in Spagna: le coppie si sono unite allora, e loro ancora oggi.

La loro memoria vive grazie al frammento di pergamena scoperto dalla professoressa Stefania La Via.

Il frammento della pagina di Corano risale al 900 o 1000 dopo Cristo e nel 1500 a Calatafimi viene utilizzato per avvolgere il libro, lungo e stretto, degli Atti di matrimonio.

Per la precisione è “1544” che lega la pergamena al libro: la data, infatti, è riportata su entrambi, a dimostrazione di quanta poca attenzione fosse posta sulle scritte arabe.

Quegli erano gli anni in cui gli Atti di matrimonio non erano ancora obbligatori.

Lo diverranno nel 1545 con il Concilio di Trento, ma nel Trapanese i matrimoni venivano già annotati in un registro, al quale, poi, se ne sommava un altro, quello delle “Anime”, l’antesignano dell’attuale censimento.

E in questo particolare registro venivano annotati tutti i componenti dei nuclei familiari, con i lavori dei vari componenti e, eventualmente, anche la presenza degli schiavi all’interno delle famiglie. Perché in quel periodo in Sicilia c’è ancora la schiavitù.


In realtà il registro inizialmente è stato conservato nell' archivio diocesano di Mazara, dalla cui diocesi si formò, per distacco, quella di Trapani, ma nel XIX secolo solo.

È in questo periodo che, verosimilmente, l'atto arrivò a Trapani. Ossia circa 8 secoli dopo la sua origine.

È nel 2010, durante le operazioni scientifiche di riordino, catalogazione e digitalizzazione dei documenti storici depositati presso la Diocesi trapanese, la vicedirettrice Stefania La Via ha rinvenuto il documento.

L’equipe di archivisti della Diocesi, hanno trascritto tutti i nomi delle coppie sposate e hanno poi effettuato tutte le ricerche su ogni famiglia. Non si sa se questa pagina sia stata scritta in Sicilia oppure faccia parte di un libro di Corano di qualche migrante.

A svelare l’arcano sarà un’analisi specifica del materiale, che porterà alla luce a quale specie di pecora appartiene la pelle da cui è stata ottenuta la pergamena.

Anna Restivo