Quantcast
×
 
 
15/02/2024 06:00:00

Da Marsala alla Tunisia. Ecco come funzionava il giro di scommesse illegali

Una struttura piramidale. Una vera e propria organizzazione. C’è un vertice, che coordina tutto. Agenti sul territorio, che hanno centri scommesse più o meno legali ma che raccolgono le giocate illecite. Gli intermediari tra gli agenti e gli scommettitori. E poi loro, gli scommettitori, persone che per infilarsi nel giro illegale quello delle scommesse era più di un vizietto.

Funzionava così il gran giro di scommesse illegali scoperto nell’indagine della Guardia di Finanza e coordinata dal Pm Roberto Piscitello della Procura di Marsala. L’inchiesta parte da Marsala, ma ha ramificazioni in altre città e soprattutto arriva anche a scoprire scommesse illecite che arrivavano dalla Tunisia.

Secondo gli investigatori, il giro delle giocate illecite raccolte da due distinte associazioni per delinquere dedite, a Marsala, alle scommesse sportive clandestine, con raccolta di denaro anche all'estero, ammonterebbe a 23 milioni di euro, mentre i beni immobili, mobili e le quote sociali sequestrati ammontano a circa 2 milioni e 600 mila euro. Quattro persone sono finite ai domiciliari, su 12 indagati.

 

 


COME FUNZIONA IL SISTEMA DI SCOMMESSE ILLEGALI
Nell’ordinanza il gip spiega come funziona il sistema di raccolta delle scommesse legali, e come invece queste avvengono contro legge.
Una scommessa è lecita solo se ve n'è traccia nei sistemi dell’A.D.M (Agenzia Dogane Monopoli) ed in particolare: il giocatore si reca in un’agenzia (ad es. la S.N.A.I.), riferisce le partite da giocare, l’addetto allo sportello digita la giocata attraverso una sorta di registratore di cassa, la SNAI trasmette alla SOGEI ed al termine viene rilasciato lo scontrino che è il titolo valido per richiedere la riscossione dell’eventuale vincita. Infatti lo scontrino riporta un codice identificativo con il quale si può verificare sul sito dell’Amministrazione dei Monopoli se il tutto si è svolto correttamente. Ovviamente, l’agenzia legale per fare questo deve essere in possesso sia della Licenza rilasciata della Questura competente che dell’autorizzazione dell’A.D.M.. Si possono anche effettuare giocate “on line” attraverso i portali autorizzati.

I soggetti che invece gestiscono il calcio scommesse illegale si occupano di raccogliere le scommesse di gioco che convogliano su piattaforme informatiche chiamate comunemente “punto com” e “punto net”. Il giocatore in questo caso ha un grande vantaggio in quanto i siti illegali offrono delle quote molto più alte rispetto al circuito legale non essendo ovviamente soggetti ai monopoli di Stato. C’è da dire anche che fare l’intermediario non è consentito. Cioè non si possono fare scommesse online con il proprio conto per conto di altri, ed è proprio quello che sarebbe stato scoperto a Strasatti.


LE SCOMMESSE A STRASATTI
L’indagine è scattata a seguito di una denuncia nei confronti di una coppia con un centro scommesse nel quartiere di Strasatti, a Marsala. Si tratta di Giovanni Marchese e Marica Genco. I finanzieri hanno, quindi, posto particolare attenzione su alcuni conti gioco regolarmente accesi dai coniugi che, annotano gli investigatori, "risultavano presentare una elevata sproporzione tra il volume delle scommesse giocate rispetto alla loro capacità economica". A casa della coppia marsalese indagata con l’ipotesi di aver creato due organizzazioni criminali che gestivano scommesse sportive clandestine, la Finanza ha trovato 85mila euro in contanti.
Nel corso degli anni i due coniugi hanno attirato le attenzioni degli investigatori. I due insospettabili avrebbero mosso un gran giro di denaro con le scommesse. E tutto ciò è testimoniato da alcune foto trovate negli smartphone dagli inquirenti in cui si vede Marchese con in mano una gran quantità di banconote e ancora soldi su un tavolo.


Marchese teneva un quadernetto con appuntate le scommesse raccolte. E nonostante la gran disponibilità di denaro e non avesse i requisiti, percepiva il reddito di cittadinanza.


LE DUE ORGANIZZAZIONI
Gli inquirenti parlano di “due distinte associazioni a delinquere che operavano separatamente, ma con le medesime modalità: una consisteva nel porsi come intermediari tra scommettitori e i siti sui quali i privati avevano dei conti gioco, permettendo loro di rimanere anonimi; l'altro, invece, nella raccolta delle scommesse e il successivo utilizzo di siti esteri, sprovvisti delle autorizzazioni necessarie per poter operare in Italia. Una volta fatta la giocata in contanti, agli scommettitori veniva rilasciata una ricevuta cui seguiva, sempre in contanti, l'eventuale liquidazione della vincita”. Le indagini, inoltre, grazie allo scambio di e-mail, al contenuto di chat e alle intercettazioni telefoniche, hanno permesso di individuare gli altri soggetti coinvolti e di definire il ruolo ricoperto da ciascuno nell'illecita attività.

LA STRUTTURA

A capo di tutto ci sarebbe stato Carlo Napoli, di Erice. Viene indicato come ideatore e promotore dell’organizzazione delle scommesse illegali. Un’organizzazione che ha raccolto scommesse per 23 milioni di euro dal 2018 al 2021 con un guadagno di 5 milioni di euro.

Tecnicamente la rete è strutturata come una catena provvigionale che prevede,n per quanto concerne il cosiddetto “.com”, l’esistenza di un’azienda madre, le figure dei master, agenti, sub agenti (eventuali) e le agenzie.

Ecco lo schema.


Ci sono, qui, le due casistiche specifiche che contraddistinguono i circuiti di raccolta di giochi e scommesse in cui sono coinvolte le due associazioni criminali riconducibili a Carlo Napoli.

Da un lato, si è constatata l'esistenza di un sistema di gioco, la cui “gestione” è demandata a Napoli, che non differisce in maniera sostanziale dallo schema tant'è che prevede sempre delle aziende madri e/o provider/bookmaker dislocate all'Estero ed un ruolo di master ricoperto da Carlo Napoli (collaborato da Giuseppe Granata) e, a seguire, agenti ed agenzie.
Poi è stato accertato che sempre Napoli, sempre aiutato da Granata, sarebbe stato al vertice di “una rete commerciale illegale ove è evidente la sua funzione di “banco" in relazione alle scommesse raccolte, prerogativa tipica del bookmaker”. In questa rete, infatti, l'associazione criminale pare operare in assoluta autonomia, con l'utilizzo di una piattaforma appositamente creata, senza alcuna licenza o autorizzazione di sorta, attraverso
una rete in cui sono stati individuati alcuni soggetti che operano nella qualità di agenti ed agenzie”.

 


LE SCOMMESSE IN TUNISIA
Scommesse illegali che venivano raccolte anche illegalmente anche in Tunisia, sempre attraverso piattaforme online. Ad occuparsi dell’affare tunisino sarebbe stato Luigi Cascio, mandato nel paese NordAfricano da Granata per aprire una rete di scommesse. Cascio è un ex pescatore di corallo e conosce bene la Tunisia. Granata era il principale interlocutore di Luigi Cascio con riferimento al giro di scommesse fatto in Tunisia. Scommesse che Cascio raccoglie per conto di Napoli.