Sicilia, Europee: De Luca va da solo
Sabato a Taormina si è tenuta l’assemblea nazionale di Sud chiama Nord, durante quell’assemblea hanno scelto di scendere in campo per le europee con il propio simbolo che includa anche altre forze politiche che si oppongono alle attuali politiche liberticide dell’Unione Europea e centraliste dello Stato italiano. Il leader del partito, Cateno De Luca, ha come obiettivo quello di raggiungere i 100 mila iscritti entro la fine dell’anno: “Nei prossimi due anni vogliamo crescere ancora di più per arrivare al primo congresso, a gennaio del 2026 con una base consolidata su tutto il territorio nazionale. Un partito che trova la sua forza nelle unicità che esprime ciascun territorio e che trovano voce in Sud chiama Nord”.
E’ stato commissionato un sondaggio a Nicola Piepoli che ha rilevato che il partito ha un potenziale di crescita tra il 5 e il 7%, De Luca non farà accordi con Carlo Calenda: "Non possiamo svendere la nostra storia e la nostra esistenza per un seggio a Bruxelles, caro Calenda Sud chiama Nord con te non può più venire”. Il direttivo nazionale non è stato del tutto formato, De Luca non vuole pedine ma menti pensanti, così Laura Castelli che è presidente del partito ha chiosato: “Non sono tutti perché non abbiamo bisogno di riempire caselle, ma sono solo strumento per portare la voce di ScN a livello nazionale”.
L’accodo con il PD e il M5S in Sicilia può esserci solo su condivisone di progetti ha affermato la Castelli: “Questo avvicinamento non è costruito sulla sensazione o sulla volontà di sbaragliare le carte. Il tema è sempre questo: bisogna sedersi per verificare se hai delle cose da condividere con altri e non è obbligatorio farlo. Cateno De Luca all’Ars è il punto di riferimento per tutta l’opposizione, continuano a chiedergli di essere relatore di minoranza, come è successo durante la manovra finanziaria. A lui riconoscono una capacità di leadership naturale a portare a casa delle battaglie con tutta l’opposizione, che non è una cosa che ti puoi inventare se questo esercizio non l’hai fatto: bisogna verificare se in altri territori l’esercizio fatto in Assemblea si può fare, altrimenti non si può costruire sul nulla”.
Nel partito ha trovato voce anche Giuseppe Piraino, l’imprenditore palermitano che nel 2020 ha denunciato il pizzo a Palermo filmando le richieste dei mafiosi. Pubblico in piedi dopo l’ufficializzazione del suo ingresso in ScN: “Vi invito ad alzare la testa perché la Sicilia è la nostra casa e in Sud chiama Nord abbiamo lo spazio per difenderla”.
L’imprenditore, nominato presidente anti racket del partito, è stato chiaro anche nei confronti di Cuffaro: “Mi sdegna e mi indigna sapere che Totò Cuffaro fa ancora politica, la politica peggiore. È un condannato per favoreggiamento alla mafia, ricordiamolo”
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