Ritardi per il Ponte sullo Stretto: I lavori non partiranno nel 2024
I tempi per l'inizio dei lavori del Ponte sullo Stretto di Messina si allungano inaspettatamente. La società Stretto di Messina, incaricata della gestione del progetto, ha recentemente annunciato la necessità di ulteriori quattro mesi per rispondere a numerose richieste di integrazioni avanzate dal ministero dell'Ambiente, deviando così dai piani originari che prevedevano l'apertura dei cantieri nell'estate del 2024.
A metà aprile, il ministero aveva sollecitato la società a fornire dettagli aggiuntivi sul progetto, principalmente per quanto riguarda l'impatto ambientale dell'opera. Gli oltre 200 quesiti sollevati dalla commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) riguardano questioni cruciali come la qualità dell'aria, la dispersione di inquinanti nel mare, gli effetti sulla biodiversità e la possibile deformazione della costa.
La richiesta di proroga è stata motivata dalla complessità e dalla rilevanza delle integrazioni richieste, alcune delle quali necessitano di indagini sul campo. L'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, ha sottolineato l'importanza di rispondere in modo esauriente, inclusi studi sul rischio maremoto e l'analisi del contesto sociale ed economico in cui l'opera si inserisce.
Questa dilatazione dei tempi mette in dubbio la promessa fatta più volte dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva assicurato l'avvio dei lavori entro la fine del 2024. Ora, i lavori potrebbero non vedere il via prima del 2025.
L'iter burocratico prevede ulteriori fasi, con la nomina di una nuova commissione VIA e un periodo di consultazione pubblica. Solo dopo queste fasi, il progetto potrà ricevere il via libera dal CIPESS, il comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile.
Questo ritardo potrebbe anche avere ripercussioni sui piani di esproprio necessari per la realizzazione del ponte, già oggetto di contestazioni nei mesi scorsi. Il progetto del Ponte sullo Stretto continua così a navigare in acque turbolente, con un'attesa che si allunga e molte questioni ancora da risolvere.
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