Dopo le elezioni: resa dei conti dem in Sicilia, il centrodestra cerca nuovi equilibri
Come nelle migliori previsioni in Sicilia il Partito Democratico, dopo il voto, inizia una fase, l’ennesima, di scontro di correnti e di indici puntati.
I dem questa tornata eleggono solo un deputato al Parlamento Europeo, si tratta di Peppino Lupo, nel 2019 erano in due, Caterina Chinnici(oggi transitata in FI) e Pietro Bartolo (che non è stato rieletto).
Antonio Nicita in un lungo post sui social ha ringraziato ma si è pure tolto qualche sassolino: “Un risultato ottenuto in poche settimane, nonostante le resistenze e le chiusure, in Sicilia, della vecchissima politica di un pezzo della deputazione regionale nonché di logiche asfittiche di contrapposizione e bande, prive di respiro e di innovazione. Per questo mi considero-anche per consolare il mio staff-il vincitore morale dell’insularità. Battute a parte, questa esperienza mi conferma che il futuro, anche del PD, sta altrove rispetto alle piccole logiche e alle piccole ambizioni personali. Sta fuori, nella società, nelle campagne elettorali fatte di temi concreti, come nel caso della mia proposta di un regolamento Ue sull’insularità, che va portata avanti e conseguita a Bruxelles”.
E’ appena iniziata la farraginosa, e insopportabile, resa dei conti, che interessa solo gli addetti ai lavori, con cambi di segreteria un pò ovunque sui territori. Nuova stagione di congressi che porteranno ad altri malumori, la velocità con cui il Pd cambia classe dirigente è da studio.
Non va meglio in Fratelli d’Italia, l’analisi del voto che stanno facendo a Roma consegna un quadro siciliano non proprio soddisfacente, provincia per provincia FdI non vola come dovrebbe: svetta a Trapani, a Mazara nello specifico, ma a Palermo sul podio ci sono i Cinque Stelle, FI e Pd. Qualcosa non ha proprio funzionato come avrebbe dovuto, intanto si consolida l’asse politico tra la parlamentare nazionale Carolina Varchi e il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, i due adesso cercano anche di puntare al coordinamento regionale, così da affrontare le prossime tornate elettorali. Nuovi equilibri di partito che toccano pure Forza Italia e la Lega, da una parte gli azzurri con Marco Falcone, appena eletto a Bruxelles, che chiede una cabina di regia regionale per meglio fare funzionare il partito, dall’altra parte la Lega che parla adesso la lingua di Raffaele Stancanelli. Nuovi scenari che andranno ad incidere sull’eventuale rimpasto di giunta, che non arriverà in queste settimane, forse dopo l’estate. Il presidente Renato Schifani dovrà fare i conti con gli assessori regionali eletti che dovranno essere sostituiti, nuovo nome, dunque, per il Bilancio. Un cambio di nomi ma non di deleghe. La DC di Totò Cuffaro conferma i due assessori, Andrea Messina (Enti Locali) e Nuccia Albano(Famiglia), nomi in gioco per Fratelli d’Italia: dovrebbe infatti lasciare la giunta Elena Pagana (Territorio e Ambiente) per far posto a Giusy Savarino, che si è sacrificata e candidata alle europee. A lasciare dovrebbe pure essere Francesco Scarpinato (Beni Culturali), al suo posto Nicola Catania, che si è sempre speso per il partito e che vanta un gruppo dirigente in suo favore, ha saputo amalgamare e tenere i gruppi nonostante sia uscito dall’ARS.
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