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26/06/2024 06:00:00

 Marsala, la nuova vita del Complesso Monumentale San Pietro

Il Complesso Monumentale San Pietro di Marsala si prepara a una nuova fase. Non un semplice intervento di restyling, ma un progetto più ampio di recupero, digitalizzazione e valorizzazione di uno dei contenitori culturali più importanti della città.

L’ex convento, nel cuore del centro storico, ospita la Biblioteca comunale “Salvatore Struppa”, l’Archivio storico, il Museo Civico, le sale conferenze e diversi spazi destinati alla vita culturale. Un patrimonio articolato che per anni ha funzionato a compartimenti separati e che adesso prova a essere ripensato come un unico polo culturale.

L’intervento è finanziato con il Fondo Cultura del Ministero della Cultura. Il Comune di Marsala ha ottenuto 800 mila euro partecipando a un bando nel 2021, a cui si aggiunge una compartecipazione comunale di 200 mila euro. In totale, un milione di euro destinato alla tutela, alla conservazione, al restauro, alla fruizione, alla valorizzazione e alla digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale del complesso.

L’obiettivo dichiarato nel progetto è costruire “una formula rinnovata di valorizzazione e promozione” di San Pietro, configurandolo come polo culturale della città: un luogo dinamico, attivo, capace di tenere insieme cultura, socialità, ricerca, memoria e nuove forme di fruizione.

Il progetto è stato predisposto dalla direttrice della Biblioteca, Milena Cudia, e nasce da una necessità concreta: salvare e rendere più accessibile un patrimonio documentario e librario di grande valore, ma anche aggiornare gli spazi e i servizi del complesso.

Una parte centrale riguarda la digitalizzazione dei fondi storici della Biblioteca e dell’Archivio. Il progetto comunale prevede la creazione di una collezione digitale che consenta di consultare materiali poco accessibili, riducendo al tempo stesso la manipolazione degli originali e garantendone una migliore conservazione.

Tra i fondi interessati ci sono la bibliografia locale storica, il Fondo documentario risorgimentale e il Fondo “Salvatore Struppa”, che raccoglie documentazione preziosa sulla storia e sul patrimonio culturale di Marsala. Il progetto prevede anche l’acquisizione di uno scanner planetario, strumento utile per digitalizzare documenti antichi e delicati senza danneggiarli.

Non è un passaggio tecnico secondario. Digitalizzare significa cambiare il rapporto tra cittadini, studiosi e memoria. Documenti che fino a oggi potevano essere consultati con difficoltà potranno diventare più accessibili, studiabili, condivisibili. Il patrimonio storico non resta chiuso negli armadi o nei depositi, ma entra in una dimensione nuova.

Accanto alla digitalizzazione ci sono gli interventi di conservazione. Il progetto prevede spolveratura, disinfezione, disinfestazione e restauro di materiali archivistici e librari antichi. Tra i documenti citati figurano anche i due volumi del Libro Rosso, manoscritto che raccoglie il nucleo più antico di atti, privilegi e provvedimenti riguardanti Marsala e il suo territorio tra XIV e XVII secolo.

Sono materiali fragili, spesso esposti negli anni a muffe, deterioramento degli inchiostri e danni ambientali. Il restauro non serve soltanto a “salvare” un oggetto antico. Serve a rimettere in circolo una fonte storica, a consentire nuove ricerche e a proteggere la memoria amministrativa e civile della città.

Il Fondo Struppa ha un valore particolare. Salvatore Struppa, archivista, bibliotecario, studioso e figura centrale nella conservazione della memoria cittadina, ha lasciato un patrimonio documentario che riguarda diversi aspetti della storia marsalese. Una selezione di manoscritti, databili anche agli inizi dell’Ottocento, sarà restaurata e valorizzata.

Il progetto interessa anche gli spazi fisici. Sono previsti nuovi arredi interni ed esterni, scrivanie, sedie, attrezzature per la sala conferenze, un front office, pannelli informativi e un totem con indicazioni storiche e turistiche. Alcuni elementi sono già visibili all’ingresso del complesso, con piante e arredi pensati per dialogare con il contesto architettonico.

Il Museo Civico sarà parte del nuovo assetto. Il Ministero della Cultura ricorda che il museo, ospitato all’interno del Complesso San Pietro, è articolato in tre sezioni: archeologica, risorgimentale-garibaldina e delle tradizioni popolari. È un patrimonio che racconta tre dimensioni diverse della città: l’antica Lilibeo, lo sbarco dei Mille e la cultura popolare.

Anche il Museo Garibaldino sarà interessato dagli interventi, con una nuova illuminazione pensata per valorizzare meglio i cimeli. È un aspetto importante, perché Marsala ha nel Risorgimento uno dei suoi nuclei identitari più forti. Raccontarlo con strumenti museali aggiornati significa rendere quella storia più comprensibile, soprattutto per le nuove generazioni.

Il progetto prevede inoltre nuove collaborazioni culturali, anche in partnership con il Parco archeologico di Lilibeo. È una direzione necessaria: San Pietro non può essere pensato come contenitore isolato, ma come nodo di una rete culturale cittadina che comprende il Parco, il Museo Lilibeo, gli archivi, le scuole, le associazioni e gli altri spazi pubblici.

In questa fase la Biblioteca comunale resta operativa in locali temporanei all’interno dello stesso complesso, in attesa del pieno rientro nella sede principale. È una condizione provvisoria, ma consente di mantenere vivo il servizio durante i lavori.

Il punto decisivo sarà la gestione successiva. Un investimento di un milione di euro può cambiare davvero San Pietro solo se sarà accompagnato da programmazione, personale, servizi, apertura al pubblico, attività didattiche, accesso digitale e capacità di mettere in relazione i diversi contenitori.

Il rischio, in molti progetti culturali, è fermarsi all’intervento materiale. San Pietro ha bisogno di qualcosa di più: diventare un luogo riconoscibile per cittadini, studenti, ricercatori, turisti, associazioni e visitatori. Un luogo in cui la memoria di Marsala non sia soltanto conservata, ma raccontata.

L’ex convento, ampliato alla fine del Quattrocento e oggi centro culturale polifunzionale, ha tutte le condizioni per assumere questo ruolo. La biblioteca, l’archivio, il museo e le sale pubbliche possono dialogare tra loro, costruendo percorsi capaci di unire studio, visita, eventi, formazione e divulgazione.

Marsala possiede un patrimonio storico e documentario che spesso resta meno visibile rispetto ai suoi luoghi più noti. Il progetto su San Pietro prova a portarlo in primo piano, usando insieme restauro, digitalizzazione e nuovi allestimenti.

Il Complesso Monumentale San Pietro si rifà dunque il look, ma la partita vera non è estetica. È culturale. Si tratta di trasformare un grande contenitore storico in un polo vivo, capace di custodire il passato e di renderlo utile al presente.

Ines D’Orazio



Cultura | 2026-07-10 13:33:00
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