La Riserva Naturale dello Stagnone di Marsala compie oggi 40 anni. Un traguardo importante per un'area di straordinario valore naturalistico, zona a protezione speciale SIC ZPS. La Riserva, infatti, è stata istituita con decreto n. 215 del 7 luglio 1984 ed è stata successivamente, con decreto n. 360 del 14 febbraio 1987 affidata alla gestione della Provincia Regionale di Trapani, oggi Libero Consorzio.
Nonostante gli sforzi degli enti preposti e di diverse associazioni ambientaliste, l'abbandono di rifiuti all'interno della Riserva rimane un problema grave. Rifiuti di ogni genere deturpano il paesaggio e mettono a rischio l'ecosistema. Occorre un maggiore senso di civiltà da parte dei fruitori della Riserva e un'azione più incisiva da parte delle autorità per contrastare questo fenomeno.
La pratica del kitesurf poi all'interno della Riserva continua ad essere oggetto di acceso dibattito. Negli anni con la nascita di oltre 30 scuole di kite, ma anche con la chioschizzazione della Laguna, si assiste ad un processo di antropizzazione che sicuramente è in antitesi con le peculiarità di un sito naturale da preservare per le sue particolari caratteristiche.
Tornando alla pratica del kitesurf, invece, negli ultimi giorni si è riaccesa la diatriba. Da un lato, ci sono gli appassionati, i titolari delle scuole di kite e tutti coloro che praticano questo sport che vorrebbero poterlo fare liberamente. Dall'altro, c'è Legambiente che, in base a una circolare del Ministero dell'Ambiente del 29 aprile 2024, sostiene che il kitesurf sia vietato a meno che non venga effettuata una Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per dimostrare che non arrechi danni all'ecosistema.
La Riserva dello Stagnone di Marsala è un patrimonio prezioso da tutelare e valorizzare. Occorre un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti - enti locali, associazioni ambientaliste, operatori turistici e fruitori della Riserva - per garantire la sua conservazione e un futuro sostenibile. Oggi ci si trova ad un bivio. Da un lato, c'è il rischio di un declino dovuto all'incuria e alle attività umane non regolamentate. Dall'altro, c'è la possibilità di un futuro radioso come oasi naturale incontaminata e volano di sviluppo sostenibile per il territorio. La scelta spetta a tutti noi. Abbiamone cura di questo patrimonio che ci è stato concesso dalla natura.