Cosa succede allo Stagnone di Marsala. Facciamo il punto
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Nelle ultime settimane si è acceso di nuovo il dibattito sulla Riserva dello Stagnone di Marsala e sulle attività che nel corso degli anni si sono sviluppate. Dal kitesurf ai chioschi, e una destinazione sempre più turistica e antropizzata.
A scatenare le nuove polemiche la circolare del ministero dell’Ambiente che ricorda come nelle riserve certe attività dovrebbero essere sottoposte a valutazioni ambientali per evitare che si danneggi l’ecosistema. E quello dello stagnone è molto delicato. Ma come insegna la storia dello Stagnone tra chi dice sì, e chi dice no, alla fine vince l’incertezza e ognuno fa come gli pare. Tutto ciò penalizzando chi ha sani interessi e gli stessi abitanti dello Stagnone che talvolta subiscono atti di prepotenza da chi ha fini speculativi.
Facciamo il punto su quanto successo in queste settimane.
La circolare
Le polemiche di questi giorni nascono dalla circolare del Ministero dell'Ambiente, datata 29 aprile 2024, che ha stabilito nuove e rigorose regole per la gestione degli eventi nelle riserve naturali italiane, compresa la Riserva Naturale Orientata dello Stagnone di Marsala. Secondo la direttiva 92/43 CEE Habitat, qualsiasi evento turistico, sportivo o musicale che possa avere impatti significativi su habitat e specie di interesse comunitario deve essere preceduto da una Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Questa misura è essenziale per valutare i potenziali effetti negativi che tali eventi possono avere sull'ambiente naturale. La Regione Siciliana ha recepito queste direttive, inviando comunicazioni specifiche a comuni, ex province, enti gestori dei siti protetti e forze dell'ordine, ribadendo che nessun evento deve essere autorizzato senza una preventiva valutazione dei possibili danni all'ecosistema locale.
Le proteste
La reazione a questa circolare non si è fatta attendere. Legambiente ha diffuso una nota stampa in cui sottolinea l'importanza di rispettare queste direttive per proteggere la flora e la fauna dello Stagnone. "Il kitesurf nella laguna dello Stagnone non si può fare! E questa volta non siamo noi a dirlo, ma lo dicono il Ministero dell’Ambiente e la Regione Siciliana". Legambiente ha inoltre esortato il Comune di Marsala e l'Ente Gestore della Riserva a revocare le autorizzazioni già rilasciate per i campionati di kitesurf, ma senza alcun esito. Anche il Comitato "No-Grandi Eventi" ha espresso sdegno per la mancata applicazione delle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) definendo "fuorilegge" il recente Campionato Italiano di Kitesurf tenutosi allo Stagnone. Silvia Filippi, portavoce del Comitato, ha dichiarato: "La denuncia della mancata applicazione delle procedure di Valutazione di Incidenza è sacrosanta e siamo profondamente sconcertati dai vergognosi e violenti attacchi subiti dal Circolo Legambiente Marsala Petrosino, che per primo ha sollevato il caso."
La posizione del Sindaco Grillo
Tra lo Stagnone e il Kite, Grillo ha scelto la lobby del kite. Il sindaco di Marsala, Massimo Grillo, ha assunto una posizione contraria a quella di Legambiente, difendendo il diritto di praticare il kitesurf nella laguna dello Stagnone. "Il kite nella Laguna dello Stagnone è consentito. Promuoviamo un turismo sostenibile e rispettoso delle regole. Dissentiamo dall'allarmismo del locale Circolo Legambiente," ha dichiarato Grillo. Il sindaco ha sottolineato che, secondo lui, la circolare del Ministero dell'Ambiente non si riferisce specificamente ai grandi eventi legati al kitesurf, ma solo a quelli che hanno "potenziali impatti" e "effetti sull'habitat". Grillo ha affermato che gli operatori del territorio sono in grado di tutelare la fauna e la flora lagunare e che è necessario seguire le direttive comunitarie per tutte le iniziative connesse allo svolgimento di manifestazioni sportive, turistiche e musicali.
La posizione del direttore Fiorentino
Il direttore della Riserva dello Stagnone, Roberto Fiorentino, ha espresso una posizione più equilibrata, riconoscendo l'importanza delle regole ma sottolineando la necessità di una pianificazione chiara. Fiorentino ha anche evidenziato l'importanza di una gestione sostenibile dei chioschi nella zona della pre-riserva, suggerendo che dovrebbero essere stabilite regole certe per evitare concorrenza sleale e sovraffollamento. "Le riserve non nascono per creare problemi alla comunità, ma per creare sviluppo economico," ha concluso.
La situazione alla Riserva dello Stagnone di Marsala rimane complessa e controversa, con posizioni divergenti tra autorità locali, ambientalisti e operatori del turismo.
E come dicevamo nell’incertezza e nel limbo c’è chi fa come gli pare, e in nome del turismo si creano piccoli e grandi scempi.
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