×
 
 
03/08/2024 18:00:00

I 10 Paesi in gara al Cous Cous Fest

Per la prima volta nella storia del Cous Cous Fest saranno dieci i Paesi in gara al Campionato del mondo di cous cous. La 27ª edizione del festival si svolgerà a San Vito Lo Capo dal 20 al 29 settembre 2024, con dieci giorni di sfide di cucina, incontri culturali, concerti e spettacoli gratuiti sulla spiaggia.

Il cuore della manifestazione sarà il Bia Cous Cous World Championship, in programma da giovedì 26 a sabato 28 settembre. Ai fornelli si confronteranno chef provenienti da Cina, Eritrea, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Russia, Tunisia, Ucraina e una squadra promossa da Medici Senza Frontiere.

Lo slogan scelto per questa edizione è “Grains of Peace”, granelli di pace. Una formula che richiama il senso originario del festival: usare il cous cous come piatto simbolo dell’incontro tra popoli, culture e tradizioni gastronomiche.

Il Cous Cous Fest è prodotto dall’agenzia Feedback in partnership con il Comune di San Vito Lo Capo. Anche quest’anno il programma unirà degustazioni, competizioni, momenti di approfondimento e musica dal vivo. Tre i concerti già annunciati, con la direzione artistica di Massimo Bonelli e iCompany: venerdì 20 settembre La Rappresentante di Lista, venerdì 27 settembre Rose Villain e sabato 28 settembre Big Mama.

In un momento storico segnato da guerre e fratture, il festival sceglie di rafforzare il suo messaggio di pace, unione e condivisione. La presenza, nella stessa competizione, di Russia e Ucraina, Israele e Palestina, dà all’edizione 2024 un valore particolare. Non cancella la complessità del presente, ma prova a costruire un momento pubblico in cui il confronto passa dalla cucina, dal lavoro degli chef e dalla condivisione del cibo.

“Da 17 anni ormai Bia sostiene il Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale che celebra il cous cous come piatto della pace”, ha dichiarato Francesco Formisano, ceo di Bia Cous Cous.

Formisano ha ricordato che il cous cous Bia è esportato in 50 Paesi e che l’azienda sostiene il Campionato del mondo perché considera internazionalizzazione, integrazione, salubrità e sostenibilità temi centrali.

I piatti saranno valutati da due giurie: una tecnica, formata da esperti di cucina e guidata da Oscar Farinetti, e una popolare. Anche il pubblico potrà partecipare alle sfide: i ticket costano 20 euro per le degustazioni e 40 euro per la finale. Ogni ticket consente di assaggiare i piatti in gara, abbinati a etichette siciliane, e votare le ricette. I biglietti sono disponibili anche online, con promozioni, sul sito ufficiale del festival.

Per la Cina gareggeranno Giulia Liu e Zuo Cuibing. Liu, nata a Wenzhou nel 1984, vive a Milano ed è fondatrice di Gong Oriental Attitude, ristorante di alta cucina cinese aperto nel 2015. Al suo fianco ci sarà Zuo Cuibing, chef originario di Pechino e maestro della cucina tradizionale cinese, specializzato nella cottura al wok.

L’Eritrea sarà rappresentata da Biniam Sagai, nato ad Asmara, chef e titolare del ristorante Savana Eritreo a Milano. La sua cucina porta in tavola piatti della tradizione eritrea come zighinì e injera, con un’attenzione particolare alla convivialità del cibo condiviso.

Israele parteciperà con Tze’ela Rubinstein e Mauro Galigani, coppia anche nella vita, che gestisce nelle campagne di Lucca il ristorante Cooking in Toscana, legato alla cucina tradizionale regionale e all’esperienza “dalla fattoria alla tavola”.

L’Italia sarà rappresentata da Antonino Ingargiola, nato a Mazara del Vallo nel 1995, chef del ristopub Bik Bak di San Vito Lo Capo. Ha lavorato anche in ristoranti stellati, tra cui il Geranium di Copenaghen, tre stelle Michelin, e il Mec di Palermo. Sarà affiancato dal vincitore del Campionato italiano di cous cous Conad.

Per il Marocco cucineranno Chaoui Hanae e Mourad Dakir. Lei, nata a Fes e attiva a Milano con il bistrot La Medina; lui, originario di Tata, titolare di Maison Touareg, primo ristorante marocchino a Milano. Dakir è considerato un maestro del cous cous fassi, versione agrodolce con pollo, zucca, carote, cipolla, uvetta, cannella e miele.

La Palestina sarà rappresentata da Shady Hasbun e Samia Sowwan. Hasbun, nato a Firenze da madre grossetana e padre palestinese, è cresciuto in Palestina e ha sviluppato un percorso culinario tra Toscana e Medio Oriente. Sowwan, palestinese nata a Beirut, vive in Italia dal 2001 e lavora al ristorante Simbiosi di Cinquale, a Forte dei Marmi.

Russia e Ucraina saranno rappresentate da due chef che lavorano nello stesso ristorante, il Veranda di Milano, locale che propone cucina ucraina, russa, georgiana e bielorussa.

Per l’Ucraina gareggerà Hanna Yefimova, chef e patron del ristorante, con padre russo e madre ucraina. Tra le sue specialità ci sono il borsh e i vareniki. Per la Russia sarà in gara Evgeniy Romanov, classe 1984, specializzato nella cucina tradizionale russa, dalle crepes dello zar alla solyanka.

La Tunisia schiera Amine e Sahla Marrakchi, entrambi di Sfax, dove lavorano al ristorante Doigts D’or, nel cuore della Medina. La coppia ha esperienza nella formazione di chef di cucina tunisina e ha partecipato a numerosi concorsi gastronomici.

La decima squadra sarà quella promossa da Medici Senza Frontiere, charity partner del festival. La formazione sarà guidata da Cesare Battisti, chef e oste del ristorante Ratanà di Milano, insieme al sous chef Davide Politi e allo chef senegalese Mbaye Mbow.

“Siamo felici e onorati di essere nuovamente partner del Cous Cous Fest, quest’anno anche attraverso il nostro coinvolgimento al Campionato del mondo”, ha dichiarato Chiara Magni, Head of Public Engagement di Medici Senza Frontiere.

Magni ha ricordato che, per un’organizzazione medico-umanitaria attiva da oltre 50 anni, il cibo rappresenta una risorsa fondamentale a cui molte persone non hanno ancora accesso e, allo stesso tempo, uno strumento prezioso di integrazione tra culture.

Il Cous Cous Fest è sostenuto dalla Regione Siciliana. Tra i main sponsor figurano Bia Cous Cous, Conad ed Electrolux. Official sponsor sono Acqua Maniva, Amadori, Premiati Oleifici Barbera, Gruppo Caronte & Tourist, Le Stagioni d’Italia, Tenute Orestiadi e UniCredit.

Per San Vito Lo Capo il festival resta uno degli appuntamenti più importanti dell’anno. Porta visitatori, chef, artisti e giornalisti in una località che ha costruito attorno al cous cous una parte della propria identità pubblica.

L’edizione 2024 prova ad alzare ulteriormente il livello simbolico della manifestazione. Dieci Paesi in gara, chef che arrivano da storie e tradizioni diverse, Paesi in conflitto chiamati a condividere la stessa cucina.

Il messaggio è semplice, ma non scontato: davanti a un piatto si può ancora provare a parlare di pace.

Ines D’Orazio