Mazara del Vallo, arriva Matabbìa. Tre giorni di dibattiti e momenti culturali
Mazara del Vallo torna a guardare al Mediterraneo attraverso le storie di chi lo ha attraversato. Dall’11 al 13 ottobre la città ospiterà la terza edizione di “Matabbìa”, manifestazione culturale dedicata quest’anno al tema “Siciliani in Tunisia, Tunisini in Sicilia. Esperienze di convivenza”.
L’iniziativa nasce da un’idea dell’Associazione Banca Marsalese della Memoria ed è promossa e organizzata dall’Istituto EuroArabo di Mazara del Vallo, con il patrocinio e il contributo del Comune.
Il titolo richiama una parola ibrida, nata nella parlata dei siciliani in Tunisia. “Matabbìa”, spiegano gli organizzatori, assumeva il significato di “magari”. Una parola di confine, dunque, capace già da sola di raccontare incroci linguistici, adattamenti, migrazioni e convivenze.
La tre giorni metterà al centro le relazioni tra le due sponde del Mediterraneo. Da una parte la lunga storia dei siciliani emigrati in Tunisia, dall’altra la presenza tunisina in Sicilia, e in particolare a Mazara del Vallo, città che da decenni vive un rapporto stretto con la comunità nordafricana.
Parteciperanno alla manifestazione anche le associazioni San Vito Onlus, Casa della Comunità Speranza e Jasmine. Sono previsti interventi di studiosi italiani e tunisini, chiamati a ragionare sulle dinamiche sociali e culturali che hanno segnato le migrazioni tra Sicilia e Tunisia.
Il programma affronterà temi religiosi, linguistici, alimentari e antropologici. Non solo storia delle migrazioni, quindi, ma anche forme concrete della convivenza: parole condivise, tradizioni familiari, cucine, riti, memorie, pratiche quotidiane.
È un tema particolarmente adatto a Mazara del Vallo. La città ha una storia mediterranea profonda e una presenza tunisina che ha inciso sulla vita sociale, economica e culturale del territorio, soprattutto nel settore della pesca e nella vita del centro storico.
Matabbìa prova a leggere questa relazione senza ridurla a slogan. La convivenza, infatti, non è mai una parola semplice. È fatta di incontri, ma anche di distanze; di scambi, ma anche di difficoltà; di memorie condivise e di identità che continuano a trasformarsi.
Alla manifestazione prenderanno parte rappresentanti dell’Istituto Dante Alighieri di Tunisi, dell’Archivio Memorie Italiane di Tunisia, della Chaire Sicilie, del Corriere di Tunisi e dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi. Presenze che danno alla rassegna una dimensione internazionale e rafforzano il legame con la memoria degli italiani in Tunisia.
Il prologo è previsto venerdì 11 ottobre alle 10 all’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco Ferrara” di Mazara del Vallo, con una proiezione rivolta agli studenti.
Alle 16 la manifestazione sarà inaugurata al Collegio dei Gesuiti, che sarà la sede principale delle tavole rotonde pomeridiane. Il Teatro Garibaldi ospiterà invece le proiezioni serali dell’11 e del 12 ottobre e il concerto conclusivo del 13 ottobre.
La giornata finale avrà anche un momento dedicato al dialogo interreligioso. In collaborazione con il Rotary Club si svolgerà l’Invocazione rotariana per la pace, condotta da un rappresentante del governatore del Distretto 2110 di Sicilia e Malta.
All’iniziativa prenderanno parte rappresentanti delle tre religioni abramitiche: ebraismo, cristianesimo e islam. Una scelta coerente con il tema della manifestazione, che non si limita a raccontare migrazioni e scambi, ma prova a costruire uno spazio pubblico di ascolto tra culture e fedi diverse.
Matabbìa arriva così alla sua terza edizione consolidando un percorso nato per dare voce a una memoria mediterranea spesso poco raccontata. I siciliani in Tunisia e i tunisini in Sicilia non sono due storie separate. Sono parti di uno stesso movimento di persone, parole, lavori, abitudini e relazioni.
Per Mazara, ospitare questa riflessione significa interrogare anche la propria identità. Non una città di confine in senso astratto, ma un luogo in cui il Mediterraneo è entrato nella vita quotidiana, nei quartieri, nelle famiglie, nei mestieri e nelle lingue.
Dall’11 al 13 ottobre, tra il Collegio dei Gesuiti, il Teatro Garibaldi e le scuole, Matabbìa proverà a raccontare tutto questo: la convivenza come esperienza storica, ma anche come domanda ancora aperta sul presente.
Ines D’Orazio
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