L’ente di formazione “bancomat” nelle mani di Papania centro di favori e illegalità
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Era una sorta di bancomat. Prendeva soldi dalla Regione per corsi di formazione professionale che in realtà servivano soltanto ad alimentare il clientelismo e il giro di favori attorno al Movimento Via.
Ha un nome altisonante, ma per gli investigatori, il Centro Siciliano per la Formazione Professionale, il CE.SI.FO.P., si sarebbe trasformato in una vera e propria macchina per oliare gli ingranaggi del Movimento VIA, il partito fondato dall'ex senatore Nino Papania. Le indagini della Procura di Marsala hanno fatto emergere un sistema di corruzione in cui l'ente di formazione sarebbe stato utilizzato per assunzioni fittizie, favoritismi e clientele, con lo scopo di rafforzare il consenso elettorale del movimento.
Papania, pur non avendo un ruolo ufficiale all'interno del CE.SI.FO.P., ne era il dominus. Ciò emerge chiaramente dalle intercettazioni telefoniche, in cui l'ex senatore impartiva direttive ai suoi collaboratori, tra cui Angelo Rocca, suo segretario particolare e portavoce del Movimento VIA, e Manfredi Vitello, vicepresidente e direttore generale del CE.SI.FO.P. Tutti e tre sono finiti agli arresti domiciliari (Papania si trova in carcere, per la precisione, arrestato nell’operazione antimafia Irene di un mese fa) assieme a Ignazio Chianetta.
Come funzionava lo schema?
L'ente, grazie a false autocertificazioni riguardanti la regolarità contributiva, si aggiudicava finanziamenti pubblici destinati a corsi di formazione professionale. In realtà, il CE.SI.FO.P. era oberato da ingenti debiti tributari e previdenziali. Per ottenere il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva, indispensabile per l'erogazione dei fondi, l'ente presentava sistematicamente istanze di rateizzazione, pur nella consapevolezza di non poterle onorare. Il CE.SI.FO.P. pagava solo la prima rata, o poche rate, ottenendo così un DURC temporaneamente in regola. Numerose intercettazioni telefoniche inchioderebbero Papania e i suoi collaboratori. In una conversazione con Castelli, Papania spiega come ottenere i fondi regionali aggirando l'ostacolo del DURC irregolare: “come gli spiegavo ieri sera a GIORDANO è ovvio che per prendere i soldi in assessorato se ne parlerà il 15 luglio [...] perché ora come funziona: aprono la cassa fanno gli allineamenti e pagano [...] Quindi allineando i capitoli loro posso erogare. Il problema è che quando saranno in grado di erogare, metti caso il venticinque giugno... l'IRES non ha il DURC..”
L'ombra del riciclaggio
Una volta ottenuti i finanziamenti, parte del denaro veniva dirottato verso altri enti e società riconducibili a Papania e ai suoi collaboratori. Emblematico è il caso dell'Associazione TAI, presieduta da Rocca, e dell'I.R.E.S., istituto di ricerca di cui Castelli era il rappresentante legale.
Le somme in questione, pari a € 48.000,00, erano state trasferite dal CE.SI.FO.P. al conto corrente dell'Associazione TAI, di cui Rocca era presidente, e successivamente utilizzate per fini diversi da quelli dichiarati.
Scambi di favori e assunzioni pilotate
Questo meccanismo fraudolento, secondo la Procura, ha permesso al CE.SI.FO.P. di ottenere ingenti somme dalla Regione Sicilia a valere sul Fondo Sociale Europeo 2014/2020. I corsi di formazione, spesso fittizi, sarebbero diventati merce di scambio per ottenere appoggio politico. Le assunzioni di docenti e tutor, decise direttamente da Papania, miravano ad alimentare il bacino elettorale del Movimento VIA.
Le indagini hanno portato alla luce diverse assunzioni sospette. Il consigliere comunale di Marsala, Pino Ferrantelli, in cambio del passaggio a Via, avrebbe ottenuto l'assunzione del nipote presso l'Associazione TAI. Vanessa Titone, anche lei consigliera a Marsala, avrebbe ottenuto l'assunzione del figlio presso il CE.SI.FO.P. in cambio del suo passaggio al Movimento VIA. Il Cesifop è al centro anche della questione Accardi. Sara, figlia del consigliere comunale Michele Accardi, sarebbe stata inserita tra i tutor dei corsi di formazione pur non avendo titoli.
Negli anni l’ente controllato da Papania ha ottenuto svariati milioni di euro.
Nell’ambito dei Fondi Europei per la Politica di Coesione 2014/2020 il CE.SI.FO.P. ha ottenuto finanziamenti dalla Regione Sicilia a valere sul Fondo Sociale Europeo (FSE) per un totale di € 1.398.722,40, nell'ambito della politica di coesione per il periodo 2014/2020.
Il CE.SI.FO.P. ha anche ottenuto un finanziamento di € 9.359.640,00 nell'ambito dell'Avviso 8/2016. Questi fondi erano destinati al rimborso dei costi sostenuti per i progetti presentati. Nell'ambito dell'Avviso 08/2016, sono state bloccate delle somme a seguito di un'operazione di perquisizione e sequestro condotta dalla Procura della Repubblica di Marsala il 18 luglio 2022 che poi ha dato vita alle misure cautelari di questi giorni.
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