Il Parco archeologico di Segesta compie un passo importante verso l'accessibilità e l'inclusione, grazie a un progetto realizzato con il supporto di 400 mila euro provenienti dalla misura 1.2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive” (M1C3) nell'ambito del programma NextGenerationEU. L'iniziativa prevede interventi per migliorare i percorsi di visita e promuovere l'accesso al patrimonio culturale per tutti, compresi soggetti con disabilità.
Interventi concreti per un Parco più inclusivo
Il progetto ha previsto una serie di interventi mirati per rimuovere le barriere architettoniche e migliorare la fruibilità del sito. Tra le opere realizzate spiccano: Adeguamento dei percorsi pedonali e carrabili fino al Tempio: sono stati completamente rivisti per garantire una pendenza lieve e accessibile a tutti. Recupero della gradinata storica: un importante intervento per mantenere l’autenticità del sito rispettando al contempo le esigenze di accessibilità. Illuminazione integrata nel paesaggio: nuovi proiettori mimetizzati nel verde per valorizzare i percorsi anche nelle ore serali. Gestione delle acque piovane: è stata creata una deviazione verso la campagna per evitare ruscellamenti che potevano compromettere l'accessibilità.
Segnaletica informativa rinnovata: nuovi cartelli esplicativi in italiano e in inglese per guidare i visitatori nella scoperta del Parco. Cestini per la raccolta differenziata: un'attenzione particolare alla sostenibilità ambientale. Un elemento centrale dell'iniziativa è lo sviluppo di un'applicazione mobile dedicata a persone con disabilità uditive e visive. L'app, che guida i visitatori alla scoperta della storia e delle bellezze artistiche del Parco, ha ottenuto il patrocinio dell’Ente nazionale sordi e dell’Unione italiana ciechi, confermandosi uno strumento innovativo e inclusivo.
Un luogo accogliente e moderno
«Gli investimenti del Pnrr, in Sicilia, cominciano a dare i primi risultati concreti nei luoghi della cultura. Grazie al progetto messo in atto dal Parco è stato possibile accrescerne l’accessibilità e la fruizione, senza trascurare l’innovazione», ha dichiarato Francesco Paolo Scarpinato, assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana. Il direttore del Parco, Luigi Biondo, ha sottolineato l'importanza di completare l'opera in soli sei mesi, rispettando le scadenze programmatiche: «Il progetto ha reso possibile un più ampio accesso al sito, che è divenuto un luogo accogliente e simbolo di un percorso che dall’antichità porta alla modernità senza mai trascurare l’attenzione verso i soggetti fragili».