Salemi: truffa e minacce. Il caso davanti al Gip
Potrebbe essere ad una svolta il caso delle quattro persone di Salemi accusate, a vario titolo, di truffa, appropriazione indebita e minacce. Il prossimo 19 Febbraio, infatti, si terrà un'udienza davanti al Gip per la verifica delle condizioni per proseguire le indagini.
Le accuse sono state mosse a seguito di una querela sporta da due proprietari di un immobile del centro storico salemitano e la vicenda è nata all’interno di questi locali, dove c’era una profumeria.
I quattro sarebbero i vecchi e i nuovi gestori dell’attività. E l’accusa è quella di aver truffato la proprietaria dei locali. Qualcuno pare debba rispondere anche di minacce e appropriazione indebita.
Diversi sarebbero stati i colpi di scena. Tutto ebbe inizio quando all’interno della profumeria, nel centro storico di Salemi, fece irruzione, con una tanica di benzina, il figlio della proprietaria, chiedendo il pagamento delle mensilità di affitto non ancora corrisposte e minacciando i nuovi gestori. Questi ultimi, tra l’altro, subentrati dopo l’acquisto dell’attività (ma non dell’immobile), per il figlio della proprietaria non avevano alcun diritto a svolgere l’attività all’interno di quei locali. Subito dopo quell’irruzione, arrivarono i carabinieri, chiamati dal gestore del negozio. I militari, arrivati per cercare di sedare gli animi, costatarono la mancanza del contratto di locazione e quindi la mancanza di titolo per svolgere l’attività. E per questo la fecero chiudere, nonostante in precedenza inaugurata con tanto di taglio del nastro da parte del vicesindaco dell’epoca. Il figlio della proprietaria disse ai carabinieri che il suo era solo un gesto dimostrativo e che non era nelle sue intenzioni di fare del male a nessuno. E per questo i gestori della profumeria ritirarono la querela, anche se questo lui lo seppe solo verso la fine del processo, durato circa tre anni, al termine del quale fu assolto dal giudice Fabrizio Guercio, che ordinò la trasmissione degli atti alla Procura di Marsala per verificare eventuali omissioni da parte della caserma dei carabinieri di Salemi. L’uomo, difeso dall’avvocato Vito Daniele Cimiotta, fu poi assolto anche dall’accusa di minacce e diffamazione a mezzo Facebook verso un carabiniere della stessa caserma che intervenne per interrompere la sua azione con la tanica di benzina.
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