Marsala, tassisti contro il Comune: “Visite mediche inutili e costose per la vidimazione delle licenze”
È polemica tra i tassisti di Marsala e gli uffici comunali preposti alla vidimazione delle licenze. La denuncia arriva da Giuseppe Gervasi, tassista marsalese e rappresentante provinciale del sindacato Uritaxi, che accusa il Comune di imporre procedure non previste dal regolamento, causando disagi e costi ingiustificati agli operatori del settore.
Il nodo della questione
Secondo quanto stabilito dal regolamento comunale, ogni tassista deve inviare entro il 31 gennaio una comunicazione via PEC per attestare il mantenimento dei requisiti richiesti per l’esercizio della professione. Tuttavia, da anni gli uffici comunali richiedono anche una serie di visite mediche supplementari, comprese prove per la tubercolosi e valutazioni psichiatriche, oltre alla presentazione del libretto dell’auto.
Un obbligo che, secondo Gervasi, non ha alcun fondamento normativo: “La vidimazione prevede una semplice dichiarazione in cui confermiamo di possedere tutti i requisiti richiesti, come la patente KB, l’iscrizione alla Camera di Commercio e la regolarità del veicolo. Le visite mediche sono previste solo in fase di rilascio della licenza, non per la sua vidimazione annuale”.
Ecco cosa riporta l'articolo 10 del Regolamento comunale per il servizio taxi e di noleggio con conducente:

Un costo inutile e un disservizio ripetuto ogni anno
Oltre a essere un’inutile perdita di tempo, i controlli imposti dal Comune hanno un costo non indifferente, che grava direttamente sui lavoratori. A rendere ancora più paradossale la situazione, il fatto che la stessa ASP abbia dichiarato che le visite hanno una validità di soli tre mesi, risultando quindi inefficaci per lo scopo richiesto.
“Se il Comune vuole garantire maggiore sicurezza – aggiunge Gervasi – potrebbe introdurre controlli tossicologici a campione per verificare l’uso di alcol o droghe. Ma quello che vediamo è solo una volontà di trattarci come lavoratori di serie B”.
Promesse disattese e decisioni dell’ultimo minuto
Il rappresentante di Uritaxi racconta di essere stato il 13 gennaio presso l'ufficio del Turismo preposto che gestisce le licenze taxi. “In quell’occasione – spiega – mi è stato garantito che sarebbe bastato l’invio della PEC. Poi, a due giorni dalla scadenza, arriva l’improvvisa richiesta delle visite mediche e del libretto dell’auto. È un comportamento inaccettabile”.
Altre opposizioni ingiustificate da parte dell’ufficio
Secondo Gervasi, non è la prima volta che gli uffici comunali adottano decisioni penalizzanti per la categoria dei tassisti. “Già lo scorso anno – racconta – è stato pubblicato un bando per il noleggio con conducente (NCC) che prevedeva un numero di autorizzazioni sproporzionato rispetto alla popolazione e al reale flusso turistico della città. Perfino gli stessi tassisti NCC si opposero, riconoscendo che il bando non era regolare. Alla fine di quel bando non si fece più nulla".
Non solo: lo stesso ufficio si è opposto all’adeguamento della tariffa per la tratta Marsala-Birgi e Trapani-Birgi, anni fa una sentenza del TAR stabilì l’adozione di una tariffa unica. “Abbiamo dovuto combattere per anni per ottenere un aumento delle tariffe, e alla fine ci siamo riusciti – spiega Gervasi – anche se non era quello che realmente sarebbe stato necessario”.
Gervasi sottolinea che nessun altro Comune in Italia prevede visite mediche per la semplice vidimazione annuale della licenza. Per questo motivo, insieme ad altri colleghi, è pronto a proseguire la battaglia, anche valutando un’azione legale.
“Non intendo sottostare a un’interpretazione arbitraria della legge – conclude –. Ho sempre collaborato con il Comune, trovando disponibilità da parte del sindaco e dell’assessore Agate, ma negli uffici competenti muri insormontabili. Se la situazione non cambia, siamo pronti a far valere le nostre ragioni per vie legali”.
La vicenda resta aperta, mentre i tassisti attendono risposte chiare dall’amministrazione comunale.
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