Mafia: castelvetranese e la compagna assolti dall'accusa di intestazione fittizia
Il Tribunale di Marsala (presidente del collegio: Chiara Vicini) ha assolto il 52enne castelvetranese Nicola Scaminaci e la compagna romena Vasilica Artimisia Boitan, di 38 anni, dall’accusa di intestazione fittizia di un’attività commerciale (la pizzeria “Nicola’s Pizza” di Castelvetrano), al fine di evitarne l’eventuale confisca nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniale per fatti di mafia.
Per il Tribunale “il fatto non sussiste”. I guai per Scaminaci iniziarono il 19 aprile 2018, quando rimase coinvolto nell’operazione “Annozero”, una delle tante indagini condotte dalla Dda per scardinare il sistema criminale che vedeva al vertice Matteo Messina Denaro. E secondo l’accusa, Scaminaci sarebbe stato vicino a Rosario Allegra, defunto cognato del boss. Per questo, nell’ambito del processo “Annozero”, in secondo grado, è stato condannato a 4 anni (si attende il responso della Cassazione).
Intanto, in primo grado, dall’accusa di avere intestato la pizzeria alla compagna è stato assolto. Il pm aveva invocato la condanna a tre anni di reclusione. A difendere la coppia sono stati gli avvocati Gianni Caracci e Maurizio Montalbano, che sono riusciti a smentire la tesi accusatoria, “dimostrando – spiegano i due legali - come in realtà
non vi fosse stata alcuna attribuzione fittizia della titolarità dell’esercizio commerciale al fine di eludere specifiche disposizioni di legge”. La pizzeria era stata sequestrata nell’ottobre del 2020 (adesso, il Tribunale ne ha disposto il dissequestro) e fu nominato un custode giudiziario, ma i legali erano riusciti a superare l’ostacolo nel 2021, facendo in modo di fare affidare l’attività ad una mini-cooperativa formata dai dipendenti, che così hanno salvato il posto di lavoro.
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