Il futuro del porto di Trapani e il ruolo di Marsala: parla Gaspare Panfalone / 2
Continua l’approfondimento con Gaspare Panfalone, CEO della Riccardo Sanges e Co., uno degli imprenditori più noti nel settore della logistica e dei trasporti in Sicilia occidentale. Dopo aver discusso nella prima parte dell’intervista (qui il link: Il futuro del porto di Trapani, parla Gaspare Panfalone - Tp24) della crescita del porto di Trapani e dell’espansione del settore crocieristico, in questa seconda parte il focus si sposta sul ruolo strategico che Marsala potrebbe giocare all’interno del sistema portuale della Sicilia occidentale.
Una visione metropolitana per il futuro della Sicilia occidentale
Panfalone immagina una crescita che vada oltre i confini cittadini, in una logica di città metropolitana allargata, che coinvolga Trapani, Marsala e l’aeroporto di Birgi in un progetto unitario di sviluppo economico e logistico. Una visione che potrebbe sembrare utopica, ma che in altre regioni italiane ha già trovato concretezza attraverso reti portuali e infrastrutturali integrate.
La sfida del sistema portuale: ruoli diversi per porti complementari
Un aspetto cruciale è il concetto di sistema portuale, introdotto dalla legge 84/94 e successivamente riformato per integrare le infrastrutture portuali in reti strategiche di sviluppo. Oggi, Palermo è il porto principale per il traffico crocieristico, Termini Imerese per i traghetti, mentre Trapani sta sviluppando il settore del transito crocieristico e delle attività logistiche.
E Marsala? Il porto lilibetano, nonostante i suoi limiti strutturali, potrebbe giocare un ruolo di supporto complementare. “Marsala non è in contrasto con Trapani”, sottolinea Panfalone, evidenziando che esiste uno spazio di sviluppo anche per il porto marsalese, soprattutto se venissero effettuati investimenti mirati.
Marsala e l’opportunità dell’eolico offshore
Un'opportunità di sviluppo concreta per il porto di Marsala potrebbe arrivare dall’eolico offshore, con due grandi progetti in fase di realizzazione: il parco Renexia e il progetto “Hannibal”, che prevedono impianti galleggianti al largo delle coste siciliane.
“Immaginate quasi una città sull’acqua di fronte a Marsala”, afferma Panfalone, spiegando che la presenza di questi impianti potrebbe generare un indotto significativo, con la necessità di manutenzione, logistica e infrastrutture di supporto. Una prospettiva che darebbe al porto di Marsala una nuova funzione, capace di attrarre investimenti e creare nuove opportunità di lavoro.
L’importanza di entrare nel sistema portuale della Sicilia occidentale
Secondo Panfalone, la soluzione per rilanciare il porto di Marsala è chiara: ottenere l’ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia occidentale, come hanno già fatto città come Gela e Sciacca. Questo consentirebbe di accedere a fondi e investimenti strategici, evitando che Marsala resti esclusa dai piani di sviluppo portuale.
“Questa è una battaglia che Marsala dovrebbe combattere”, sottolinea Panfalone, ricordando che in passato il porto lilibetano era più trafficato di quello di Trapani, soprattutto grazie all’export del vino. “Oggi, invece, sembra che la comunità abbia rinunciato a questa sfida”, afferma con una certa amarezza.
Una questione di crescita o di declino
L’intervista si chiude con una riflessione sulle prospettive di crescita per il porto di Trapani e l’importanza di avere strutture adeguate. La recente operatività della banchina Ronciglio è stata un passo fondamentale, ma non basta.
“Le navi diventano sempre più grandi, e senza nuove banchine non si cresce. Se non si cresce, si chiude”, avverte Panfalone, ribadendo che Marsala potrebbe diventare una risorsa strategica per decongestionare il traffico e garantire uno sviluppo equilibrato del territorio.
L’invito finale è rivolto alla politica locale, affinché non perda questa opportunità: il porto di Marsala potrebbe tornare centrale, ma servono investimenti, visione e una strategia chiara per il futuro.
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