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03/03/2025 06:00:00

Sanità, i ritardi degli esami. La situazione all'Asp di Trapani

 Lo scandalo dell’attesa del referto istologico che ha investito l'Asp di Trapani e  che in questi giorni ha riempito titoli di giornali e dato fiato alla politica, in verità racconta molto di più.
C’è un ritardo nella refertazione istologica che una paziente subisce sulla sua pelle, una mutazione del tumore in metastasi, una chemio in atto.
Otto lunghi mesi, fatti di attesa nell’angoscia, nel tunnel buio dell’incertezza e della paura di ciò che potrebbe essere. Un altro paziente in attesa, poi muore non di tumore ma per infarto, con esito arrivato dopo il decesso. Sono episodi che fanno barcollare la sanità, che hanno fatto avviare delle indagini interne. La prima proprio ad opera dell’ASP di Trapani, guidata dal manager Ferdinando Croce, la seconda dell’assessorato regionale, guidato da Daniela Faraoni, che annuncia ispezioni per tutte le ASP siciliane. Quella delle liste di attesa è una montagna enorme, pare non vedersi mai l’arrivo. Con pregressi di arretrato che hanno solo penalizzato il presente e gettato nell’ombra ogni azione, vanificando pure ciò che di concreto era stato fatto.

Le delibere
Ad oggi si parla solo del ritardo dimenticando, speriamo senza malafede, che si sono attivate delle convenzioni, il 13.01.2025, con il Policlinico Giaccone di Palermo, per l’effettuazione di prestazioni di Anatomia Patologica. Lo scopo è quello di accelerare la refertazione dei campioni istologici relativi in particolare delle biopsie osteo - midollari. Nel frattempo sono stati immessi a ruolo 3 dirigenti medici con incarico libero professionale e si è provveduto a emanare concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 4 posti vacanti di dirigente medico di anatomia patologica.
Il 7 gennaio del 2025, sempre con delibera, l’ASP ha affidato il servizio di di processazione e refertazione campioni macroscopici e preparati istologici che provengono dalla U.O. Anatomia Patologica di Castelvetrano, alla società Oncopath S.r.l.
Il 28 febbraio è partita la convenzione stipulata con l'A.R.N.A.S. Garibaldi di Catania per l'effettuazione di prestazioni di Anatomia Patologica, per la durata di anni 2; e poi ci sono i vari affidamenti ad operatori privati, sempre con delibera aziendale, per velocizzare la refertazione.
Tutte queste delibere in verità hanno cristallizzato una collaborazione già avviata tra le aziende in questione e l’ASP di Trapani già dal 2 gennaio 2025.
L’ASP di Trapani ha poi provveduto, come a Catania, a far eseguire prestazioni per lo scorrere le liste di attesa anche il sabato e la domenica.
E proprio nella giornata di ieri, sabato 1 marzo, a lavoro sulla processazione dei vetrini c’era la dottoressa Laura Miceli all’ospedale di Trapani, insieme a
altri due dirigenti medici rimasti, Giovanni Spanò e Maria Paola Ternullo, con gli specializzandi che li affiancano. Il team è poi completato da altri tre
tecnici di Anatomia patologica.


Luce ed ombre politiche
Le interrogazioni parlamentari sono state formalizzate a Roma, è il deputato Giorgio Mulè, avversario politico del presidente della Regione Renato Schifani, a chiedere il conto di quanto accaduto. La signora Maria Cristina Gallo è vicina proprio a Mulè, questo dovrebbe però fare riflettere i molti su una questione: si deve per forza essere vicini o in amicizia con qualche politico per avere una diagnosi a tempo o, peggio, per far balzare il caso a livello nazionale?
Perchè, al netto di quelli che sono stati i vergognosi ritardi, è pure vero che il retro gusto di ciò che sta accadendo appare molto politico. E’ una battaglia per dare voce e giustizia a chi non ha ottenuto il referto nei tempi indicati o è una guerra che si consuma, strumentalmente, sulla pelle anche di chi il ritardo lo ha subito e, non in ultimo, sulla nuova dirigenza ASP?
Tutto pare orientato ad una sorta di regolamento dei conti politici, che in ogni caso non interessano a nessun paziente, che invece ha bisogno di prontezza di risposte e efficacia delle cure. Il resto è lavoro di logorio interno.
Ed è bastato questo per dare voce a chi politicamente mai si è occupato di sanità, oggi si ritrovano esperti accusatori, senza però fornire alcuna soluzione.


La sanità in crisi

Sono decenni di sottrazioni che hanno portato allo stato comatoso di oggi della sanità, pensare di risolvere tutto in pochi mesi è qualunquista. Il tema principale non sono nemmeno le risorse economiche ma quelle umane, che scarseggiano e che fanno finire le liste di attesa dentro al trita carne.
Siamo certi che i medici del caso specifico non abbiano responsabilità?
Il caso in questione appare non addebitabile all’attuale gestione manageriale, l’ASP 9 è diretta da Ferdinando Croce, che non si è sottratto a verificare e appurare eventuali mancanze, quindi responsabilità. Gli esiti delle ispezioni in corso ristabiliranno la verità dei percorsi.

FIALS accanto a Croce
Il segretario provinciale della FIALS, Diego Stellino, ha preso una netta posizione proprio sulla gestione degli ultimi mesi dell’ASP trapanese.L’attuale gestione in capo al DG Ferdinando Croce è stata assunta da appena un anno: “Un lavoro estenuante e di messa a punto di una organizzazione sanitaria provinciale che mai prima d’ora è stata così capillare è attiva. I ritardi che si sono verificati relativi agli esami istologici, di cui non si può che essere rammaricati e mostrare piena solidarietà alle famiglie, evidenziano però una gestione poco attenta non riconducibile, ne’ addebitabile pertanto, all’attuale Manager dell’Azienda. Certo, rammarica e stupisce lo tsunami mediatico scatenato sull’attuale Direzione che, prontamente, non ha mancato di avviare già da giorni delle indagini interne per verificare mancanze e stessi ritardi. Come non ricordare l’impegno mantenuto, con relativa delibera emessa, delle già stipulate convenzioni con l’anatomia patologica di altre province, al fine di refertare con velocità gli esami, garantendo ai pazienti risultati immediati. Pertanto, a fronte del lavoro, ancor più dell’impegno assunto a fare chiarezza, non possiamo che mostrare la nostra vicinanza e stima all’attuale Direttore Generale, Croce. Il suo estenuante lavoro ha permesso di rilanciare una sanità provinciale che era in prognosi riservata”.