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14/05/2026 06:00:00

Farmaci, dietrofront della Regione: sospese le sanzioni ai medici

Stop alle sanzioni per i medici di medicina generale che superano il tetto trimestrale di spesa per le prescrizioni farmaceutiche. È questa la linea indicata dal nuovo assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, intervenuto in Commissione Bilancio all’Ars nel corso di un confronto con i rappresentanti dei medici di base siciliani, da settimane in stato di agitazione.

 

Al centro della tensione il limite di spesa fissato a livello regionale e le relative misure punitive previste dal decreto assessoriale, che aveva anche ridotto il budget complessivo della farmaceutica da circa 410 a 385 milioni di euro. Una misura adottata nell’ambito degli obblighi del piano di rientro sanitario, ma che ha generato forti contestazioni nella categoria.

 

La posizione dell’assessore

Caruso ha annunciato una prima inversione di rotta operativa: una circolare, già inviata alle Asp, per sospendere l’applicazione delle sanzioni nei confronti dei medici. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che i professionisti vengano messi nelle condizioni di lavorare sotto pressione, in attesa di una revisione complessiva del sistema: “Serve trovare un punto di equilibrio tra i vincoli di spesa e la garanzia delle cure ai cittadini”.

L’assessore ha inoltre annunciato la convocazione di un tavolo tecnico con dirigenti regionali e rappresentanti dei medici di base e degli specialisti.

Dai dati illustrati in Commissione emerge anche che la spesa farmaceutica in Sicilia si attesta al 6,4%, al di sotto del tetto nazionale fissato al 6,8%, elemento che alimenta ulteriori dubbi sull’opportunità di un sistema sanzionatorio così rigido in una regione già sotto piano di rientro.

Sul fronte medico, il presidente della Federazione dei medici di famiglia, Luigi Galvano, ha definito l’incontro “costruttivo”, pur sottolineando come il provvedimento nasca da direttive nazionali e non tenga pienamente conto delle specificità del territorio. Restano però criticità legate ad alcune categorie di farmaci, come gastroprotettori e antibiotici, per i quali viene richiamata la necessità di un uso più appropriato, anche alla luce del rischio di resistenze antimicrobiche.

Un nodo centrale riguarda inoltre il rapporto tra prescrizioni dei medici di base e degli specialisti: una quota rilevante dei farmaci viene indicata proprio dagli specialisti, mentre la responsabilità finale ricade spesso sui medici di famiglia. Una condizione che, secondo la categoria, rischia di creare un cortocircuito nella pratica clinica quotidiana.

 

Le opposizioni

Dal fronte politico, il vicepresidente del gruppo Pd all’Ars, Mario Giambona, ha chiesto una revisione profonda del provvedimento, arrivando a ipotizzarne il ritiro. Secondo il deputato, il rischio è quello di comprimere il diritto alle cure, scaricando sui cittadini gli effetti delle criticità di bilancio. Critiche anche sulla coerenza di alcune restrizioni, soprattutto su farmaci destinati a patologie croniche come diabete e disturbi cardiovascolari, per i quali esistono già indicazioni che ne promuovono l’utilizzo in chiave preventiva.

La vicenda resta dunque aperta, con l’assessorato impegnato a ridisegnare le regole del sistema tra sostenibilità economica e tutela del lavoro medico.

 

Cefpas: incarichi controllati

L’assessore Marcello Caruso ha istituito una commissione ispettiva, composta da dirigenti dell’assessorato della Salute, per verificare la legittimità degli incarichi conferiti dal Cefpas nelle ultime settimane: “Correttezza e trasparenza delle procedure sono per il governo Schifani premesse indispensabili e irrinunciabili in ogni ambito dell’azione amministrativa”.