Sanità nel caos a Trapani, 30 pazienti ricevono la diagnosi di cancro in ritardo
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Sono trenta i casi positivi venuti fuori dalla refertazione dell’istologico del 2024, che il Policlinico di Palermo sta effettuando, e che deve terminare entro domani, il 14 marzo.
Una positività che significa che c’è un cancro conclamato, si deve passare adesso alla fase immediata della terapia. Una situazione che sta imbarazzando tutti, ad ogni livello, ma che riporta alla luce quello che già nei giorni scorsi era emerso: refertazione in eccessivo ritardo con grave rischio per la salute dei pazienti.
ASP Trapani
L’azienda sanitaria, venuta a conoscenza del numero di esami che erano rimasti senza una risposta, ha deciso già nel mese di luglio 2024 di allertare gli uffici regionali. La macchina si è messa in moto solamente da 10 giorni, garantendo risposte agli utenti e con ritmi di lavoro dei laboratori estenuanti. Finita la refertazione del 2024 si passerà ai campioni del 2025 che ammontano già a
1.908.
Gli ispettori regionali nel frattempo sono ancora al lavoro per consegnare al presidente della Regione, Renato Schifani, la relazione dell’attività svolta presso l’ASP di Trapani, diretta da Ferdinando Croce. Le dichiarazioni del governatore su quello che è accaduto continuano a essere nette: non si lascerà spazio di manovra, ognuno dovrà assumersi responsabilità “Non possiamo permettere negligenze o carenze amministrative. Su vicende come queste ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”.
Le reazioni della politica
Per il vice presidente alla Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, bisogna mostrare vicinanza ai malati: "La priorità rimane dare le risposte a tutti coloro che attendono, ma
assicuro che fin quando ogni responsabilità a ogni livello non sarà chiarita sarò al fianco di chi soffre”.
Per Davide Faraone, deputato di Italia Viva, la responsabilità è in capo al Presidente Schifani: “Ad altri 30 pazienti è stato comunicato un esito in ritardo. Oltre al dramma della scoperta, l’impotenza di chi sa che per colpa di quel ritardo è stata messa a rischio la propria vita. Di fronte a tutto questo nessuno paga. Tutti i responsabili di questo sfacelo restano incollati alle poltrone in nome di accordi politici che nulla hanno a che fare con la salute dei siciliani. Il Presidente della regione Renato Schifani è il primo responsabile di una sanità da Terzo mondo, continua a rilasciare dichiarazioni di sdegno per quel che sta accadendo a Trapani. Ma si dimentica di cacciare quei dirigenti che guidano l'ASP e soprattutto dimentica, visto che li ha nominati lui, le proprie responsabilità”.
Tumori, 2025: tasso di mortalità diminuito
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con l’Università di Bologna e il sostegno di Airc ha stimato i tassi di mortalità per tumore nell’UE e nel Regno Unito per il 2025.
Gli epidemiologi, coordinati da Carlo La Vecchia, professore di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano, ritengono che un motivo per l’aumento dei tassi di mortalità per tumore della mammella tra le pazienti più anziane nell’UE possa essere dovuto alla mancanza di screening regolari e di diagnosi tempestive per le donne ultraottantenni, che hanno anche minore probabilità di ricevere i trattamenti più innovativi.
Gli epidemiologi ritengono che un motivo per l’aumento dei tassi di mortalità per tumore della mammella tra le pazienti più anziane nell’UE possa essere dovuto alla mancanza di screening regolari e di diagnosi tempestive per le donne ultraottantenni, che hanno anche minore probabilità di ricevere i trattamenti più innovativi.
Il gruppo di ricercatori prevede una diminuzione dei tassi di mortalità per tumore della mammella a tutte le età pari al 3,6% nell’UE e allo 0,8% in Italia nel 2025 rispetto al 2020.
I ricercatori poi hanno analizzato i tassi di mortalità per tumore nell’UE e nel Regno Unito, esaminando i tassi di mortalità per tumore dello stomaco, colon-retto, pancreas, polmone, mammella, utero, ovaio, prostata e vescica, nonché i tassi di mortalità per leucemie, per entrambi i sessi.
Nei Paesi dell’UE si prevede un calo del 3,5% circa dei tassi di mortalità per tutti i tumori, in Italia il tasso di mortalità per tutti i tumori diminuirà per gli uomini, passando da 112 nel 2020 a 96/100.000 nel 2025, e per le donne, passando da 75 a 71/100.000.
In Italia gli unici tassi di mortalità previsti in lieve aumento sono quelli per il tumore del pancreas e della vescica nelle donne. I tassi di mortalità per tutti gli altri tipi di tumore sono in calo per entrambi i sessi.
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