La mafia di ieri e quella di oggi, tra carte d’archivio e social network
C’è una mafia che nasce nelle stanze del potere borbonico e una mafia che oggi si mostra in diretta su TikTok. Cosa le unisce? Cosa le distingue? E, soprattutto, come si combattono?
È questo il cuore della nuova puntata di Seguirà Rinfresco, la rubrica culturale di Tp24, che questa settimana affronta un tema quanto mai urgente e necessario: le metamorfosi della criminalità organizzata, da ieri a oggi.
Due gli ospiti in studio, due sguardi diversi e complementari:
Salvatore Mugno e la “Nascita della mafia”
Il primo è Salvatore Mugno, scrittore e studioso, che presenta il suo nuovo saggio storico: “Nascita della mafia” (Di Girolamo editore). Un’opera monumentale che ricostruisce, per la prima volta, l’azione pionieristica di Pietro Calà Ulloa, Procuratore generale del Re tra il 1838 e il 1846. È lui – e non altri – ad aver individuato e descritto per primo il fenomeno mafioso in Sicilia, più di un secolo prima della parola "mafia" nei codici penali.
Frutto di una lunga ricerca negli Archivi di Stato di Napoli, Palermo, Messina e Trapani, il libro colma un vuoto clamoroso nella storiografia e mostra come la mafia abbia radici profonde, legate alla gestione del potere, alla giustizia distorta e alla complicità istituzionale.
"Non è solo un saggio – spiega Mugno – è anche un atto di restituzione della memoria: quella di chi, già nell’Ottocento, ha tentato di combattere la mafia con il diritto".
Claudio Cordova e la “Criminalità socializzata”
Accanto a Mugno, Claudio Cordova, giornalista investigativo e autore di “Criminalità Socializzata: Le mafie nei social network. Dai pizzini ai post”, fresco trentesimo titolo della collana Cronisti Scalzi di Iod Edizioni, dedicata alla memoria di Giancarlo Siani.
Cordova racconta con taglio lucido e inquietante come le organizzazioni mafiose stiano colonizzando il mondo digitale: Instagram, TikTok, Twitter diventano strumenti di propaganda, reclutamento, costruzione di immagine.
"I clan oggi si raccontano da soli – spiega Cordova – e lo fanno per essere attraenti, rispettati, emulati. È una mafia che ha imparato a parlare il linguaggio dei social".
Nel libro, arricchito dalle prefazioni di Francesco Pira e John Dickie, Cordova propone un’analisi serrata e documentata delle nuove frontiere del crimine organizzato, ma anche delle lacune legislative e investigative che lo rendono più difficile da intercettare.
Un ponte tra memoria e presente
La puntata di questa settimana di Seguirà Rinfresco si muove su un crinale delicato e necessario: capire la mafia partendo dalle sue origini, per riconoscerla meglio nei suoi travestimenti più recenti. Dai rapporti inediti di Calà Ulloa alle stories su Instagram, la criminalità organizzata cambia pelle, ma non smette di infiltrarsi nei gangli della società.
Un dialogo serrato, con spunti storici, sociologici e culturali, per ribadire che la lotta alle mafie si gioca anche sul piano della conoscenza e dell'informazione. E che solo sapendo – e capendo – si può davvero reagire.
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