Alla Dc di Marsala non piace il vincolo sui terreni incendiati ...
A Marsala c'è chi è capace di dire no al "catasto dei suoli incendiati", uno strumento previsto dalla legge nazionale per contrastare il fenomeno degli incendi dolosi e salvaguardare il territorio da speculazioni edilizie e abusi.
I consiglieri comunali della Democrazia Cristiana, Massimo Di Girolamo e Massimo Ferrantelli, si sono opposti infatti all'approvazione del provvedimento, esprimendo voto contrario all’atto deliberativo che impone i vincoli di destinazione d’uso per i terreni incendiati nella zona di Capofeto.
Cosa prevede la legge
La norma in questione è la Legge 353 del 2000, che stabilisce che i soprassuoli boscati e pascoli colpiti da incendi non possano essere utilizzati per scopi diversi da quelli preesistenti per almeno 15 anni. È un meccanismo di prevenzione contro gli incendi dolosi, spesso appiccati proprio per ottenere un cambio di destinazione d’uso o per liberare aree da destinare a pascolo o a edificazione.
La legge prevede anche che i Comuni debbano censire e pubblicare l’elenco delle aree percorse dal fuoco, un censimento che Marsala ha completato pochi giorni fa, approvando in Consiglio comunale il relativo catasto.
Le motivazioni del "no" della DC
I due consiglieri della Democrazia Cristiana si sono opposti alla delibera ritenendola penalizzante per il mondo agricolo. "Abbiamo ritenuto opportuno votare contro per evitare che questi terreni venissero vincolati — spiegano Di Girolamo e Ferrantelli — così da preservare altre possibili destinazioni d’uso". Ma è proprio il senso della legge ...
Tra le motivazioni addotte, anche la mancanza di comunicazioni dirette ai proprietari dei terreni: "L'avviso è stato pubblicato solo sull’albo pretorio — affermano — senza invio di alcuna notifica a domicilio. È una modalità inaccettabile".
Ma la vera preoccupazione dei due esponenti del partito di Totò Cuffaro riguarda il valore economico dei suoli: "In un momento di crisi per l’agricoltura, vincolare questi terreni significa svalutarli ulteriormente, specialmente per chi potrebbe volerli vendere. È un altro colpo al nostro comparto agricolo, già in forte difficoltà".
Il valore della legge
La norma nazionale, tuttavia, è ritenuta uno strumento fondamentale di prevenzione contro le speculazioni post-incendio. L’idea che un terreno incendiato possa tornare rapidamente “libero” da vincoli ha storicamente alimentato un circolo vizioso di roghi dolosi, finalizzati proprio a cambiare destinazione d’uso e a guadagnare sulla distruzione.
Il vincolo di 15 anni non impedisce la possibilità di destinare le aree a progetti pubblici di salvaguardia ambientale, ma rappresenta un deterrente forte contro ogni ipotesi di lottizzazione o nuova edificazione.
Spiegatelo alla Dc.
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