Dagli esami in ritardo a Villa Betania. Storie di cattiva sanità in provincia di Trapani
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Due date che Gaetano Costanzo non dimenticherà: 17 luglio 2024 e 11 marzo 2025. Otto lunghissimi mesi in cui la vita si sospende, si vive una quotidianità che non è normalità, si aspetta con speranza, apprensione, ansia. Mesi che non torneranno indietro, come la salute. Mesi in cui è stata lesa la persona tutta, dalla cura alla tempestività del referto e quindi della terapia. Mesi che pure se risarciti non ci saranno mai abbastanza soldi per riparare il danno. Il male è compiuto.
Lo sa Gaetano, Maria Cristina, Paolo e gli altri 353 malati di tumore.
La storia
Gaetano Costanzo è stato operato per una appendicite, campione prelevato, mandato all’Anatomia Patologica di Trapani a luglio 2024, referto arrivato a marzo 2025 con una positività che non lascia presagire nulla di buono: adenocarcinoma ad anello con castoneappendice. Cioè vita compromessa. Il volo poi a Roma per farsi operare da una sanità migliore, al Gemelli. E’ un uomo amante della vita, quella che il ritardo gli stava portando via. Chi pagherà per questo?
La colpa
Sono devastati psicologicamente questi ammalati, che non urlano, non gridano vendetta ma chiedono che mai più debba ripetersi una situazione così grave da compromettere la vita delle persone. E’ come se non si capisse che li hanno consegnati ad un bivio ma con ritardo, mentre una macchina passava a tutta velocità travolgendoli. Ci saranno richieste enormi di risarcimento danno, sarà difficile uscirne a breve, ne risponderà l’ASP.
Villa Betania
Ma tutto il caos che ha travolto l’ASP, mettendola sotto i riflettori, rischia adesso di bloccare anche il lavoro fatto su Villa Betania. Cristina Ciminnisi, deputata del M5S, parla di una vera e propria emergenza per il centro specializzato trapanese, tra i pochi accreditati in Sicilia, dopo aver raccolto, per l’ennesima volta, le allarmanti segnalazioni di genitori e caregiver. Il rischio è che il 30 aprile si possano bloccare i servizi di assistenza per alcuni pazienti autistici, per la Ciminnisi è preoccupante “Di fatto non si ha notizia di cosa accadrà a partire dal primo di maggio. Non vorrei che l’avvicendamento al vertice aziendale dell’ASP di Trapani si traducesse adesso in un nuovo disservizio a danno dei pazienti. Se ciò dovesse accadere ne uscirebbe vanificato il percorso di interlocuzione già avviato tra ASP e Villa Betania. Il presidente Schifani e l’assessore Faraoni si assumano le proprie responsabilità. Non servono le belle parole pronunciate nella recente Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, serve invece un piano immediato e stabile nel tempo per evitare che queste persone e le loro famiglie finiscano nel baratro dell’abbandono”. Preoccupate pure le sigle sindacali Fp Cgil e la Uil Fpl: “L’interruzione del tavolo tecnico tra Fondazione e Asp di Trapani, per l’integrazione delle risorse utili a garantire la continuità del servizio in convenzione, è allarmante e preoccupante. Chiediamo all’Azienda sanitaria provinciale di trovare soluzioni per garantire ai pazienti e alle loro famiglie la continuità del servizio e il mantenimento dei livelli occupazionali, che possono essere assicurati solamente rispettando le condizioni economiche e normative della convenzione”.
Cercasi assessora alla Salute
Daniela Faraoni è la titolare della poltrona, di fatto però è il presidente della Regione Renato Schifani ad esercitare e a disporre. La Faraoni non provvede a nominare il suo successore alla guida dell’ASP di Palermo, che sicuramente avverrà a elezioni provinciali chiuse. Anche qui una manovra politica.
Nel frattempo convocata a Roma la Faraoni non si presenta. Doveva essere sentita in audizione da parte della commissione bicamerale per il contrasto agli svantaggi derivanti dalla insularità. La commissione è presieduta da un collega della stessa maggioranza, il forzista Tommaso Calderone. Della Faraoni non c’è stata traccia. Nessuno l’ha vista. Calderone però ha trasmesso tutto ai presidenti di Camera e Senato, alla Procura, alla Corte dei Conti e a Renato Schifani.
Della Faraoni non c’è traccia, non si sa nulla della rete ospedaliera e non ha nemmeno inciso sullo scandalo trapanese.
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