Scandalo sanità. Cresce la rabbia in provincia di Trapani. Le mosse di Croce
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Il caso della professoressa Maria Cristina Gallo non è l’unico che scuote Mazara del Vallo e l’intera provincia. Il ritardo nella refertazione ha creato una seria lesione del diritto alla salute e delle aspettative di vita. I fascicoli sono aperti in Procura.
Il caso Costanzo
Gaetano Costanzo ha 47 anni ha effettuato una operazione con prelievo di materiale a Mazara del Vallo, apparentemente una operazione banale di appendice. Poi il cavallaio del referto mai arrivato fino a 10 mesi, poi la nefasta notizia che lo raggiunge mentre è in vacanza con la famiglia: ha un tumore. Dunque si fa operare al Gemelli di Roma. Oggi è assistito dall’avvocato Vita Ippolito, che ha dichiarato che “Stanno raccogliendo tutta la necessaria documentazione sanitaria sia siciliana che quella del Gemelli”. Si affideranno pure ad una consulenza di un medico legale di Palermo, bisognerà capire se c’è un nesso di causalità che non può essere escluso. Oggi Costanzo ha pure deciso di chiudere alcuni negozi, è provato psicologicamente. Due date non potranno cambiare il destino di Costanzo: 17 luglio 2024, intervento eseguito a Mazara, 11 marzo 2025 referto con tumore avanzato.
Le mosse di Croce
Il Direttore Generale sospeso ma con procedimento di revoca sta preparando la sua memoria difensiva, che depositerà agli organi regionali, su cui poi voterà anche la Commissione regionale Sanità, voto non vincolante. Questa memoria difensiva si avvarrà anche di alcuni accessi agli atti che ha già effettuato presso talune altre Asp siciliane.
La relazione della IV Commissione mazarese
La Commissione Consiliare Permanente, presieduta dalla consigliera Paola Galuffo, “Igiene, Sanità ed assistenza sociale, tutela dell’ambiente” ha redatto apposita relazione sulla questione dei referti istologici e il loro ritardo.
Non solo il caso Gallo, che ha scoperchiato il vaso di Pandora, ma la provincia è scossa, allarmata e soprattutto si è rotto qualunque rapporto di fiducia che va ricostruito ma con enormi difficoltà.
Nella relazione della Commissione si pone la questione anche dell’ Ospedale di Mazara del Vallo, classificato come ospedale di primo livello, quindi “dovrebbe garantire una dotazione minima e continua di servizi specialistici, diagnostici e di emergenza. Tuttavia, le segnalazioni e le criticità raccolte nel corso dei sopralluoghi e delle interlocuzioni avute come Commissione restituiscono l’immagine di un sistema sotto pressione, con personale ridotto, carichi di lavoro insostenibili, turni scoperti e una generale difficoltà a garantire standard qualitativi adeguati”.
Le richieste
Alla Direzione Generale dell’ASP di Trapani la Commissione fa delle richieste precise:
L’immediata istituzione di un protocollo di trasparenza che garantisca la comunicazione tempestiva con i pazienti in attesa di diagnosi, affinché nessun cittadino venga lasciato nell’incertezza su questioni vitali;
La presentazione di un piano strutturato e permanente per il miglioramento della gestione dei processi diagnostici.
All’assessorato regionale invece chiedono
L’adozione di misure strutturali urgenti per il superamento delle gravi carenze di personale medico, tecnico e infermieristico nelle strutture ospedaliere della provincia di Trapani, con particolare riferimento a quelle in territori decentrati come Mazara del Vallo;
Il rispetto effettivo della classificazione dell’Ospedale “Abele Ajello” come presidio di primo livello, garantendo la presenza di tutti i reparti previsti;
Un piano di investimenti dedicato alla rete ospedaliera provinciale, che includa potenziamento tecnologico, digitalizzazione dei processi clinico-amministrativi, formazione continua del personale e un piano straordinario di assunzioni. Ai deputati regionali e nazionali.
I componenti poi chiedono ai deputati regionali e nazionali un impegno politico e istituzionale deciso per superare definitivamente le disuguaglianze territoriali che oggi compromettono l’accesso equo alla sanità pubblica, a partire dalle aree più periferiche e fragili; l’avvio di una riforma sanitaria che metta al centro le comunità locali e la dignità dei pazienti, rafforzando il ruolo dei presìdi ospedalieri di prossimità e investendo nella medicina del territorio.
Il documento si conclude con un appello: " Quanto accaduto non può essere relegato a una parentesi di inefficienza o a un errore amministrativo. I ritardi, le mancanze, le decisioni non assunte nei tempi giusti hanno avuto effetti reali sulla vita delle persone, in alcuni casi irreparabili. E in un sistema che dovrebbe avere al centro la persona, ogni ritardo diagnostico non è solo un disservizio, ma un fallimento collettivo. È dovere di tutte le istituzioni, a ogni livello, garantire che simili condizioni non si ripetano più”.
Il Sit-in dei sindacati
Giovedì mattina davanti la sede dell'Asp di Trapani ci sarà un sit-in dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Alle 9.30 le sigle sindacali protesteranno per chiedere una sanità migliore e più sicura. La Direzione strategica aziendale dell’ASP Trapani, in riferimento al sit in organizzato da Cgil, Cisl e Uil per giovedì prossimo davanti la sede di via Mazzini, precisa che la convocazione, richiesta dai sindacati con nota pervenuta lo scorso 4 aprile, era già in programma in una data successiva alle festività pasquali, visti gli adempimenti dovuti all’insediamento del sostituto del Direttore generale dell’ASP, Danilo Palazzolo. Lo stesso comunque si mostra disponibile a incontrare i tre segretari confederali già giovedì.
La Direzione strategica aziendale "ribadisce che i ritardi nella refertazione degli esami istologici sono già superati, come più volte sottolineato, e che la processazione è tornata regolare, secondo i tempi previsti dalla normativa".
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