Per la Radioterapia a Trapani si apre un nuovo capitolo.
Dopo oltre quattordici anni di iter, stop burocratici, progetti modificati e finanziamenti più volte annunciati, l’Asp di Trapani sta lavorando all’avvio della gara d’appalto per la costruzione della palazzina che dovrà ospitare il nuovo servizio all’ospedale Sant’Antonio Abate.
La procedura sarà gestita dall’ex Urega, oggi Ufficio regionale di committenza.
L’intervento può contare su una copertura finanziaria già disponibile: 8,7 milioni di euro inseriti nel bilancio dell’Asp.
Quindici anni tra rinvii, revisioni e verifiche tecniche
La storia della Radioterapia a Trapani è segnata da una lunga sequenza di rallentamenti burocratici, modifiche progettuali e improvvise accelerazioni. L’iter per il nuovo padiglione inizió ad assumere una forma concreta nel 2015, con la nomina del Responsabile unico del procedimento.
L’anno successivo, nel luglio 2016, arrivò il via libera al progetto preliminare, mentre nel 2017 venne affidata la progettazione esecutiva al raggruppamento RPA Srl, con la firma del contratto avvenuta nell’ottobre dello stesso anno.
Nel corso degli anni il progetto è stato più volte aggiornato. Prima l’adeguamento alla nuova rete ospedaliera regionale prevista dal decreto assessoriale del 2019, poi – durante l’emergenza pandemica – l’inserimento di un reparto di terapia sub-intensiva da 18 posti letto, introdotto nel 2020 per rafforzare la capacità sanitaria dell’ospedale.
Il passaggio decisivo è arrivato il 9 giugno 2023, quando è stato trasmesso il progetto esecutivo definitivo. L’intervento complessivo vale oggi circa 38,3 milioni di euro: oltre 30 milioni destinati ai lavori e circa 7,6 milioni per somme a disposizione dell’amministrazione.
Sul piano amministrativo, una svolta è arrivata con la delibera del 31 dicembre 2024, con cui l’Asp di Trapani ha formalmente avviato la procedura di gara. Poche settimane dopo, il 22 gennaio 2025, con la delibera numero 73, l’azienda sanitaria ha recepito l’esito positivo della verifica tecnica effettuata dall’organismo accreditato Conteco Check.
A quel punto tutta la documentazione fu trasmessa al Genio Civile, chiamato a esprimere il parere sui calcoli strutturali antisismici, ultimo passaggio necessario per la validazione definitiva da parte della Commissione regionale Lavori pubblici consentendo così la conclusione dell’istruttoria entro giugno 2025.
Ma solo adesso, pare, si stia entrando nella fase operativa della gara d’appalto.
Il nuovo polo sanitario tra Radioterapia e reparti chirurgici
Il nuovo padiglione sorgerà alle spalle dell’ospedale Sant’Antonio Abate, nel territorio di Erice. Il progetto prevede un edificio articolato su quattro livelli, per una superficie complessiva superiore ai cinquemila metri quadrati.
Al primo piano troveranno spazio l’unità operativa di Radioterapia, dotata di due bunker per le apparecchiature, mentre il reparto di terapia sub-intensiva con 18 posti letto, inizalmente previsto nel progetto, è stato però stralciato e dovrebbe essere realizzato successivamente all’interno del presidio ospedaliero.
Nei livelli superiori saranno collocati diversi reparti chirurgici: Chirurgia generale, Chirurgia toracica e vascolare, Ortopedia e Traumatologia e Chirurgia pediatrica.
Previsto anche un nuovo complesso operatorio con quattro sale chirurgiche, oltre ad aree dedicate alla diagnostica avanzata e alla gestione delle emergenze.
L’obiettivo è quello di creare un polo oncologico di riferimento per tutta la Sicilia occidentale, in grado di affiancare il servizio già attivo all’ospedale di Mazara del Vallo.
L’intervento sarà finanziato attraverso fondi statali, regionali ed europei e dovrà rispettare una scadenza precisa: il completamento entro la fine del 2026.
A mantenere alta l’attenzione sul tema è stato soprattutto il Comitato per la Radioterapia a Trapani, nato per rivendicare il diritto dei pazienti oncologici della provincia ad avere cure più vicine.
“I tempi sono davvero infiniti – sottolineano dal Comitato – Ogni volta che sembra tutto pronto, improvvisamente le procedure si fermano oppure si complicano. Finora è mancata una volontà politica univoca che convergesse davvero verso la realizzazione del servizio”.
Una denuncia che richiama il disagio vissuto quotidianamente dai malati oncologici trapanesi, ancora costretti a spostarsi verso l’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo oppure nelle strutture del Palermitano per sottoporsi ai trattamenti radioterapici.
Una situazione che pesa soprattutto sui pazienti più fragili e sulle famiglie, costrette a lunghi viaggi per settimane consecutive.
Secondo il cronoprogramma inizialmente ipotizzato, i lavori sarebbero dovuti partire entro il 2025 e avere una durata di circa diciotto mesi. Ma i ritardi accumulati rendono ormai evidente uno slittamento dei tempi rispetto alle previsioni originarie.
“Continueremo a vigilare – ribadisce il Comitato – affinché l’iter venga portato finalmente a compimento senza ulteriori ostacoli”.
Dopo quindici anni di attese, la provincia di Trapani resta ancora in bilico tra speranza e prudenza. Per molti cittadini, però, la vera notizia arriverà soltanto con l’apertura del cantiere.