Marsala, ancora in Egitto la salma di Arlesiana Mannone: il rientro in Italia nei prossimi giorni
È ancora in Egitto, sotto la tutela delle autorità italiane, la salma di Arlesiana Mannone, la donna di 49 anni di Marsala morta tragicamente lo scorso 23 aprile mentre si trovava in vacanza al Cairo per realizzare il sogno di vedere le piramidi in occasione del suo cinquantesimo compleanno.
Nonostante inizialmente si pensasse che il rientro in Italia potesse avvenire già nella giornata di ieri, le operazioni si sono complicate per via delle procedure burocratiche previste. La salma si trova attualmente custodita presso l’ambasciata italiana al Cairo e sono ancora in corso le pratiche per la traduzione e la formalizzazione dei documenti necessari al rimpatrio. Solo al termine di questo iter, il feretro potrà essere trasferito in Italia a bordo di un volo militare messo a disposizione dall’Aeronautica Militare, con arrivo previsto all'aeroporto di Ciampino. Da lì sarà organizzato il trasferimento a Marsala.
Secondo quanto riferito dalle amiche che erano con Arlesiana al momento della tragedia, il sistema sanitario egiziano ha mostrato grande efficienza e sensibilità. La donna, dopo aver accusato un malore, è stata subito soccorsa in una clinica all'avanguardia, dotata di moderne attrezzature e medici altamente qualificati che hanno fatto tutto il possibile per salvarla. Purtroppo ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.
Un primo esame autoptico è stato eseguito in Egitto e, sebbene inizialmente si fosse ipotizzato un infarto o un'intossicazione alimentare come causa della morte, sono stati riscontrati alcuni valori anomali che necessitano di ulteriori approfondimenti. È quindi probabile che, una volta in Italia, si procederà con nuovi esami per chiarire in maniera definitiva le cause del decesso.
La gestione della tragica vicenda da parte delle autorità egiziane è stata elogiata dai familiari e dalle amiche di Arlesiana, che hanno potuto contare anche sull'assistenza tempestiva e continua dell'ambasciata italiana al Cairo. Proprio grazie all’efficace intervento consolare, non è stato necessario che il figlio di Arlesiana, poco più che diciannovenne, e gli altri parenti partissero alla volta dell’Egitto per il disbrigo delle pratiche.
Le amiche che avevano organizzato il viaggio insieme ad Arlesiana tornano in questeore provate dal dolore, ma riconoscenti per il supporto ricevuto in un momento tanto difficile.
La città di Marsala è ancora profondamente scossa dalla notizia della morte improvvisa di Arlesiana Mannone, molto conosciuta e stimata per il suo carattere solare e la sua disponibilità. Un dolore che si fa ancora più intenso pensando che il viaggio in Egitto era il regalo per il suo compleanno, un sogno coltivato a lungo e trasformato tragicamente in un incubo.
I familiari attendono ora il rientro della salma per poter celebrare i funerali. La data delle esequie sarà comunicata nei prossimi giorni, non appena verranno completate le formalità legate al rientro in Italia.
Prima o poi doveva succedere. Un peschereccio incagliato al porto canale di Mazara
Un peschereccio incagliato all’ingresso del cantiere navale, motori spenti, e un trattore dal molo che prova a tirarlo fuori dal fondale basso. La scena, al porto canale di Mazara del Vallo, racconta più di tante parole lo stato dello...
Matrimoni 2026: da Spada a Trapani sconti fino al 50% sulla collezione uomo
Con l'avvicinarsi della stagione dei matrimoni, l'atelier Spada di Trapani ha avviato una vendita promozionale dedicata alle collezioni cerimonia uomo. L'iniziativa coinvolge quattro brand del settore sposo, con percentuali di...
19 Febbraio: il richiamo di Mattarella, nessuna speranza per Domenico, Cuba chiede aiuto
E' il 19 Febbraio 2026. Ecco i principali fatti in Italia e nel mondo ed i titoli dei quotidiani. • Non è bastato un altro cuore a dare speranza al piccolo Domenico, il bambino napoletano di due anni al quale era stato impiantato un...
Rigenera Medilab a Marsala: medicina rigenerativa e longevità...
La differenza tra vivere a lungo e vivere bene si gioca a livello cellulare. Non si tratta di coprire i segni del tempo, ma di intervenire sui meccanismi biologici che li generano. Un lavoro che richiede metodo, continuità...
Sezioni
