Centrodestra in tilt, alleanze macedonia. Così Quinci ha vinto le elezioni provinciali a Trapani
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E’ Salvatore Quinci il neo eletto presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, si è presentato con una sola lista “Salvatore Quinci Presidente” ma è riuscito a contattare e convincere molti amministratori. A votare erano solamente sindaci e consiglieri comunali.
E’ riuscito a “scompaginare”, come lui stesso ha dichiarato, una elezione che apparentemente era scontata ma che ha portato alla sua vittoria. Una vittoria che il centrosinistra si intesta, con una serie di comunicati stampa, ma che in verità è una singolare, pure scontata, vittoria di Pirro. Quinci è diventato presidente grazie alle spaccature interne ai partiti di centrodestra, quindi con i voti di una parte di Forza Italia e una parte di Fratelli d’Italia. Lo strappo è stato di pochi punti, 1243 in più per Quinci.
Centrodestra solo di apparenza
Giovanni Lentini con 4 liste in suo appoggio ha visto sfilarsi la vittoria, non ha lesinato critiche a quel centrodestra, che lo ha voluto ma che non lo ha saputo proteggere facendolo vincere. Non traditori ma spaccature che hanno valso lo strappo e che continueranno ad alimentare fratture in Forza Italia. E’ lì come tra i meloniani, che ci sono degli elettori che hanno scelto Quinci.
Quinci: non sono ascrivibile al centrosinistra.
A pochi minuti dalla sua elezione, Quinci, a cui è stato già notificato l’atto di avvenuta elezione, dunque è nel pieno esercizio della funzione, ha ribadito che lui non è di centrosinistra. Sigle che lo hanno voluto appoggiare e che però in ogni caso da sole non sarebbero state in grado di portarlo a vincere la competizione di secondo livello. Quinci ha scompaginato il centrodestra, con la complicità del centrosinistra, ma con la consapevolezza di voler creare una sua posizione all’interno del centrodestra stesso. L’accordo con Giorgio Mulè e Stefano Pellegrino ha retto, l’obiettivo sarà adesso quello di puntare alle elezioni di primo livello per le province. L’avvicinamento di Quinci a Forza Italia è nell’aria, potrebbe avvenire gradualmente. Nel frattempo dovrà sapersi destreggiare tra la sua giunta “macedonia” e l’altro minestrone provinciale.
Il centrosinistra non esiste
PD, M5S, PSI, Controcorrente e Italia Viva hanno subito messo il cappello alla candidatura prima e all’elezione poi di Quinci. C’è un però. Le sigle in questione, tutte di centrosinistra non sono state in grado di avere un loro candidato puro di area, così come in cinque non sono stati, evidentemente per carenza di capitale umano, capaci a fare una lista di partito. Hanno abdicato a se stessi, scegliendo tra ciò che non avevano e non hanno.
La riflessione del centrodestra
Dovranno prima o poi fermarsi per affrontare la sconfitta e analizzarla. Non sono stati capaci di coinvolgere, non sono stati attrattivi e al loro interno hanno faide che difficilmente adesso si placheranno.
Si tratta di vecchie questioni che non sono davvero mai state affrontate e che esplodono ad ogni appuntamento elettorale.
Pellegrino ha lamentato la scelta imposta, tanto da definirla “arrogante”, di Giovanni Lentini, così da fargli scegliere di appoggiare Quinci e di mettere però il candidato Enzo Sturiano dentro a lista di Forza Italia, che è risultato primo degli azzurri.
I numeri
Uno spoglio difficile che ha impegnato l’ufficio per tutta la giornata di ieri. La provincia era divisa in 5 fasce e il voto è ponderato. Quindi operazioni che hanno avuto una doppia verifica. Per la prima volta dopo 12 anni di commissariamento si è andati al voto con un sistema diverso.
La lista Quinci ha fatto eleggere 4 consiglieri, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e DC rispettivamente hanno eletto due consiglieri a testa. Saranno 12 i consiglieri provinciali in carica.
Gli eletti
Sono stati eletti consiglieri provinciali per Forza Italia: Enzo Sturiano e Vito Milazzo, per Fratelli d’Italia: Maurizio Miceli e Giuseppa Corbo; per la Lega Saverio Messana e Alberto Mazzeo; per la Dc: Walter Alagna e Alessia Rizzo
Nella lista di Quinci gli eletti sono: Francesco Forgia, Laura Barone, Giovanni Iacono Fullone, Ernesto Raccagna.
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