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30/04/2025 15:29:00

Borghi dei Tesori Fest, la Sicilia minore riapre porte e memorie

Dopo la pausa in segno di rispetto per il lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco, il Borghi dei Tesori Fest riprende il suo viaggio nella Sicilia dei piccoli centri. Sabato 3 e domenica 4 maggio, e poi ancora sabato 10 e domenica 11, la quinta edizione della manifestazione torna ad aprire luoghi, storie, sapori e paesaggi spesso lontani dalle rotte turistiche più battute.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, in collaborazione con l’associazione Borghi dei Tesori e i Comuni partecipanti. Il festival coinvolge 35 borghi nelle nove province siciliane, costruendo un itinerario diffuso tra chiese, musei, castelli, riserve naturali, botteghe, cantine, tradizioni religiose e memorie di comunità.

Non è solo un calendario di visite. Il senso del festival sta nel portare il pubblico dentro luoghi che rischiano di restare ai margini del racconto turistico dell’Isola. Piccoli paesi, spesso segnati da spopolamento e fragilità, diventano per alcuni giorni spazi di accoglienza, narrazione e partecipazione.

Il viaggio del 3 e 4 maggio attraversa dodici borghi. Nel Palermitano, Mezzojuso e Contessa Entellina raccontano la cultura arbëreshë, tra riti, icone, chiese, lingua e memoria. A Mezzojuso si potranno visitare la biblioteca basiliana e le chiese di rito ortodosso, con un approfondimento sul restauro del libro antico. A Contessa Entellina il nuovo murale “Kuntisa”, realizzato da Igor Scalisi Palminteri, celebra l’identità femminile e il costume tradizionale, mentre l’Enoteca del Condottiero accoglie i visitatori con degustazioni di vini locali.

Montelepre propone un percorso tra sapori e storia, dallo sfincione locale alla “pasta all’antica”, fino alla Torre dei Ventimiglia. A Balestrate il racconto passa dal mare e dalla valle dei Calatubo alle piantagioni di mango e avocado, segno di un paesaggio agricolo che cambia senza perdere il rapporto con il territorio.

Nel Trapanese, Custonaci e Calatafimi Segesta offrono due itinerari diversi ma complementari. Custonaci punta su grotte, cave, laboratori di busiate e intreccio della palma nana. Calatafimi Segesta apre l’eremo e le cantine storiche, legando spiritualità, paesaggio e cultura del vino.

Nel Nisseno, Delia apre in anteprima il nuovo museo civico, con un allestimento verticale pensato per raccontare tre millenni di storia. A Sutera il pubblico attraverserà i vicoli del quartiere arabo Rabato e potrà assaggiare le focacce ’mbriulate e il virciddratu, dolce tradizionale natalizio.

In Sicilia orientale, Frazzanò presenta per la prima volta al pubblico il restaurato Palazzo Fragale. San Piero Patti porta i visitatori nel quartiere Arabite e nei sapori dei Nebrodi. A Giarratana il borgo di “u cuozzu” diventa museo a cielo aperto, con il Museo dell’emigrazione iblea e un laboratorio dedicato allo sfilato siciliano.

Il fine settimana successivo, 10 e 11 maggio, chiuderà il festival con altri 23 borghi. Tra questi Gangi, Geraci Siculo, Caltabellotta, Burgio, Centuripe, Petralia Soprana, Chiusa Sclafani, Alcara Li Fusi, Siculiana e Valledolmo. Sarà l’ultima tappa di una manifestazione che, edizione dopo edizione, ha trasformato la visita nei piccoli comuni in una forma di racconto territoriale.

La forza del Borghi dei Tesori Fest sta proprio nella scala. Non grandi città d’arte, ma centri che custodiscono patrimoni minuti e stratificati: una chiesa aperta dopo anni, una bottega artigiana, un quartiere arabo, una ricetta tramandata, una biblioteca conventuale, una passeggiata tra le cave o lungo un sentiero.

Sono luoghi che difficilmente entrano da soli nei grandi circuiti. Messi in rete, però, costruiscono una mappa diversa della Sicilia: meno monumentale, più interna, più vicina alla vita quotidiana delle comunità.

Per facilitare gli spostamenti sono previsti bus in partenza da Palermo, sabato verso Custonaci e Calatafimi Segesta e domenica verso Contessa Entellina, Mezzojuso, Sambuca, Delia, Sutera, Frazzanò e San Piero Patti. Da Catania partirà invece un collegamento per Giarratana nella giornata di domenica.

Il festival è parte del progetto Italea Sicilia, promosso dal Ministero degli Affari Esteri per rafforzare il legame con gli italiani all’estero e gli italo-discendenti. È un elemento non secondario: molti borghi siciliani hanno una lunga storia di emigrazione e possono diventare luoghi di ritorno, ricerca delle radici, riconoscimento familiare e identitario.

Il Borghi dei Tesori Fest è stato inoltre riconosciuto da “Road to Social Change” di UniCredit come modello di sostenibilità turistica. Il programma Road to Social Change, promosso dalla Banking Academy di UniCredit, lavora sulla cultura della sostenibilità integrata e sulla relazione tra competitività, impresa e territorio. (unicredit.it)

I coupon sono disponibili sul sito delle Vie dei Tesori: 10 euro per quattro visite, 18 euro per dieci. Sul portale è possibile consultare le schede dei luoghi, prenotare le esperienze e organizzare gli itinerari.

Il valore dell’iniziativa, però, va oltre il biglietto. In una Sicilia che rischia spesso di raccontarsi solo attraverso le mete più note, i borghi chiedono tempo e attenzione. Non offrono consumo rapido, ma incontri, dettagli, memorie locali, paesaggi da attraversare lentamente.

Il Borghi dei Tesori Fest riparte da qui: dalla possibilità di guardare l’Isola attraverso i suoi margini. E di capire che, spesso, proprio nei luoghi più piccoli si conserva una parte decisiva della sua identità.

Ines D’Orazio