Operazione “Eirene”, iniziato a Trapani il processo all’ex senatore Papania
È cominciato ieri, davanti al Tribunale di Trapani, il processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Eirene”, che ha portato a giudizio 13 imputati con accuse pesanti: associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e scambio elettorale politico-mafioso. Tra gli imputati principali figura Nino Papania, ex senatore alcamese del Partito Democratico.
La prima udienza si è aperta con l’ammissione delle prove da parte del pubblico ministero e dei difensori. Papania, difeso dagli avvocati Vito Di Graziano e Saro Lauria, ha scelto di non collegarsi in videoconferenza dal carcere Pagliarelli di Palermo, dove si trova detenuto da settembre. Presenti invece gli altri imputati, collegati da remoto o in aula.
Le accuse
Secondo la DDA di Palermo, l’ex parlamentare, durante la campagna elettorale per le Regionali del 2022, avrebbe stretto accordi con la famiglia mafiosa alcamese, con l’intermediazione di Pasquale Perricone, anche lui imputato, per ottenere voti in favore di Angelo Rocca, suo stretto collaboratore.
In cambio – sostiene l’accusa – sarebbero stati promessi denaro e favori. Per questo Papania è sotto processo per scambio elettorale politico-mafioso, aggravato dal metodo mafioso.
Il calendario
Il processo è stato aggiornato al 6 giugno, quando inizierà la deposizione dei primi due testimoni e sarà nominato il perito per le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche. La seconda udienza è fissata per il 20 giugno. Essendo dieci gli imputati attualmente detenuti, sono previste due udienze al mese per garantire un ritmo costante al procedimento.
Chi sono gli altri imputati
Oltre a Papania e Perricone, sono alla sbarra:
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Antonio Provenzano,
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Niccolò Melodia,
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Giorgio Nicolò,
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Gregorio Ascari,
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Giuseppe Sciacchitano,
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Antonino Minio,
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Diego Pipitone
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e altri esponenti legati al clan alcamese.
Molti sono accusati di aver favorito la penetrazione mafiosa nel tessuto politico e imprenditoriale locale.
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